Brancusi

Cantare Brancusi.

Constantin Brancusi è nato in Romania nel 1876, ma è definito ormai parigino d’adozione vista la sua permanenza a Parigi dal 1904 al 1957. Pioniere della scultura moderna astratta, ha realizzato opere in bronzo e marmo caratterizzate da forme pure ed essenziali. L’artista, nel suo testamento, ha lasciato tutta la sua bottega allo stato francese, che l’ha ricostruita sulla piazza del Centre Pompidou nel 1997.

“Quando non si è più bambini si è già morti.“ (Constantin Brancusi)

Le mani sulla città. Best seller

Nell’articolo del 23/08/2021 “Consumo di suolo, Ispra: ‘senza intervento costo alle stelle già nel 2030’” trattoda Edilportale.com si riporta che “ogni italiano ha a disposizione circa 360 mq di cemento (erano 160 negli anni ’50)” e che “l’incremento maggiore quest’anno è in Lombardia, che torna al primo posto tra le regioni con 765 ettari in più in 12 mesi, seguita da Veneto (+682 ettari), Puglia (+493), Piemonte (+439) e Lazio (+431). Nelle aree a pericolosità idraulica la percentuale supera il 9% per quelle a pericolosità media e il 6 % per quelle a pericolosità elevata.” Ne deduco che l’Italia è una Repubblica fondata sul cemento prima che sul lavoro e che da parecchio tempo ama il rischio.

La serie completa de  Le mani sulla città la trovate qui https://claudiosala.wordpress.com/tag/le-mani-sulla-citta/

12 agosto 1944. L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Nomi e cognomi.
Il ruolo dei collaborazionistiI fascisti locali. Le guide delle SS tedesche (tratto dal Portale di Sant’Anna di Stazzema)
All’epoca Sant’Anna era ancora più defilata e di difficile accesso di quanto lo sia oggi; per raggiungerla si dovevano percorre le vecchie mulattiere che da Valdicastello (Pietrasanta) e dal versante di Stazzema vero e proprio raggiungevano il villaggio di Sant’Anna dopo almeno due ore di difficile e faticosa marcia. Fu proprio questa caratteristica che spinse nell’estate del 1944 un migliaio di sfollati a raggiungere questi luoghi ritenuti praticamente inaccessibili. Eppure il 12 agosto 1944 Sant’Anna venne circondata da quattro colonne SS tedesche. Le quattro compagnie si mossero dalla zona di Pietrasanta intorno alle tre di notte percorrendo quattro diverse direttrici e raggiungendo verso le sei del mattino la vallata del paese. La salita fu pertanto compiuta durante la notte, e fu quindi essenziale la guida di italiani, per lo più versiliesi, profondi conoscitori dei luoghi, per raggiungere i vari borghi del paese. Alcuni superstiti dell’eccidio hanno rilasciato precise testimonianze in merito all’operato di questi italiani rinnegati. Individui col volto coperto, che parlavano italiano, addirittura in dialetto versiliese.Con la partecipazione attiva alle stragi dell’estate 1944, i fascisti scrissero la pagina più infame della loro collaborazione con l’occupante nazista, dopo essersi già macchiati di gravissime colpe, dalla fucilazione di partigiani, alle violenze e ai soprusi commessi ai danni della popolazione.
Dichiarazioni di testimoni oculari, utilizzate durante i processi a carico dei criminali nazifascisti: “dal punto dove ero nascosto sentivo parlare anche in italiano” (F.B., superstite dell’eccidio).“Vedi che c’è qui se te sorti! Mi disse un individuo in tuta mimetica che impugnava una pistola, mentre cercavo di uscire dalla casa” ( B.B, superstite dell’eccidio).“Dai mora! Gridava un milite che trascinava una mucca” (E.M., superstite dell’eccidio).
(Tratto dal Portale di Sant’Anna di Stazzema)

Le mani sulla città_Giochi moderni

“Penso a bimbo che mangia mais cresciuto sui fanghi”

Ambiente: intercettazioni choc in inchiesta su inquinamento

(ANSA) – BRESCIA, 26 MAG – “Io ogni tanto ci penso. Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi.

Sono consapevolmente un delinquente”. È una delle intercettazioni, riportate dal dorso locale del Corriere della sera, relative all’inchiesta della Procura di Brescia che ha iscritto quindici persone nel registro degli indagati e sequestrato i capannoni dell’azienda bresciana Wte, per traffico illecito di rifiuti.
    Circa 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti sarebbero finiti nei terreni agricoli Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara, Vercelli e Piacenza e venduti come fertilizzanti. (ANSA).

Inchiesta fanghi a Pavia: «I dirigenti di Asm accettarono le condizioni dei fanghisti»

Gli imprenditori indagati avrebbero fatto cartello per far lievitare i costi del servizio e secondo i magistrati i manager di via Donegani avrebbero dovuto ribellarsi.

PAVIA. I funzionari pubblici avrebbero accettato «spalle al muro» le condizioni capestro imposte dai fanghisti, senza ribellarsi. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta per turbativa d’asta chiusa dalla procura di Pavia nei confronti di otto persone. Sei sono imprenditori nel settore del recupero e trattamento dei fanghi, due sono dirigenti di Asm Pavia, la società che aveva bandito le gare finite nel mirino della Magistratura.

(da La Provincia Pavese del del 30 luglio 2021)

19 luglio

Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Claudio Traina. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Eddie Walter Cosina. Il 19 luglio. Sulla mia agenda rossa. Per non dimenticare. 

Pomeriggio del 19 luglio 1992. Neanche due mesi dopo la strage di Capaci, in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, a Palermo, in via d’Amelio, un attentato terrorististico-mafioso uccide il giudice antimafia Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina.  L’agenda rossa che Borsellino portava con sè non è mai piu’ stata ritrovata.

Le mani sulla città_Passaggi

Cercate una mansarda abusiva  con vista su Piazza San Pietro da condonare ? Un attico a Milano con ingresso diretto dal quadriportico della Basilica di Sant’Ambrogio? Un deposito antisismico per  soldi riciclati ? Un terreno per ampliare la centralina nucleare? Un ecomostro con vista mare?

Non fatevi fregare dagli altri. Passate prima da noi.

Agenzia Cementopolis.

Dove ogni sogno cementizio si avvera.

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Le mani sulla città. Crescite

Contro la cementificazione selvaggia.

“Le mani sulla città” è una serie da me disegnata e pubblicata nel 2009 su Kontrapunkte contro la cementificazione selvaggia che investe ormai da troppo tempo il nostro Belpaese. Protagonista della serie, ambientata a Cementopolis, è un palazzinaro, speculatore nonché cementificatore compulsivo senza scrupoli. Penso sia il caso di ripartire con una nuova serie. Sempre in direzione ostinata e contraria.

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Europa azzurra

Pensa un colore …

Trionfo dell’Italia, campione d’Europa dopo 53 anni. Gli azzurri battono l’Inghilterra in finale a Wembley ai calci di rigore. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, che non cambia ai supplementari, epilogo dal dischetto.

Esther

In ricordo di Esther Béjarano, sopravvissuta all’Olocausto e scomparsa ieri a 96 anni. Ebrea-tedesca, Esther fu deportata ad Auschwitz nell’aprile del 1943 e si salvò solo perchè sapeva suonare; sulla rampa di Birkenau accoglieva i nuovi deportati a tempo di musica. “L’antisemitismo è in aumento: attacchi, aggressioni. Per questo io canto e vado nelle scuole a testimoniare ciò che ho vissuto”. (Esther Bejeran)

Seid

Il suicidio di Seid Visin: le sue parole contro il razzismo

Il giovane Seid Visin aveva solo 20 anni. Nato in Etiopia, era stato adottato in Italia da piccolo, a 7 anni, a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Ex baby giocatore del Milan, nel 2019 scrisse una lettera, un duro atto d’accusa contro il razzismo che vedeva negli occhi delle persone.

 “Dinanzi a questo scenario socio-politico particolare che aleggia in Italia, io, in quanto persona nera, inevitabilmente mi sento chiamato in questione […] Prima di questo grande flusso migratorio ricordo con un po’ di arroganza che tutti mi amavano […] Adesso, invece, questa atmosfera di pace idilliaca sembra così lontana […]. Adesso, ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone.

Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me […]. Dopo questa esperienza dentro di me é cambiato qualcosa: come se nella mia testa si fossero creati degli automatismi inconsci e per mezzo dei quali apparivo in pubblico, nella società diverso da quel che sono realmente […] Il che, quando stavo con i miei amici, mi portava a fare battute di pessimo gusto sui neri e sugli immigrati, addirittura con un’aria troneggiante affermavo che ero razzista verso i neri, come a voler affermare, come a voler sottolineare che io non ero uno di quelli […]. L’unica cosa di troneggiante però, l’unica cosa comprensibile nel mio modo di fare era la paura […] La paura per il disprezzo che sentivo nella bocca della gente, persino dai miei parenti che invocavano costantemente con malinconia Mussolini e chiamavano “Capitano Salvini”. La delusione nel vedere alcuni amici […] che quando mi vedono intonano all’unisono il coro ”Casa Pound”. […]

Con queste mie parole crude, amare, tristi, talvolta drammatiche, non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che stanno vivendo quelle persone dalla spiccata e dalla vigorosa dignità, che preferiscono morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaporare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente “Vita”.

Lidia, la staffetta partigiana e la bicicletta

Lidia Menapace (1924 – 2020) ❤️

“La Resistenza non fu un fenomeno militare, come erroneamente si crede. Fu un movimento politico, democratico e civile straordinario. Una presa di coscienza politica che riguardò anche le donne.” (Lidia Menapace)

Samuel

Samuel Paty, il prof decapitato in Francia, nella periferia di Parigi. 47 anni, sposato, un figlio, insegnava Storia, Geografia ed Educazione civica: voleva spiegare i principi della République. Libertà, Eguaglianza, Fratellanza.

Il Belpaese disperso

Le ricerche tra fango, detriti e rabbia proseguivano senza sosta nella speranza di poter estrarre ancora vivo il Belpaese.

I campi di Ines

Dedicata a Ines Figini, la vita oltre i lager.

Dedicata a Ines Figini, testimone dei lager e sopravvissuta a Mauthausen, Auschwitz-Birhenau, Ravensbruck. Commendatore della RepubbDedicata a Ines Figini, testimone dei lager e sopravvissuta a Mauthausen, Auschwitz-Birhenau, Ravensbruck. Commendatore della Repubblica, Ines Figini ha sempre portato la propria testimonianza soprattutto ai ragazzi delle scuole; a loro diceva «L’indifferenza è peggio dell’odio».

aprovinciadicomo.it/stories/como-citta/addio-a-ines-figini-testimone-dei-lager_1372019_11/?fbclid=IwAR0XFZh3H_Wkdnn1KsnfK_VI7Yp38WD5vTxIXJbtISMLOIBJ48kBKFkfAPk

Sinopoli_Credenze nulle

Avvertenza per i Nonoteisti: fate attenzione ai raddoppi e ai punti esclamativi nelle schede di voto.