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Una canzone dedicata a Vincent van Gogh, morto a Auvers-sur-Oise la notte del 29 luglio del 1890, all’età di 37 anni, dopo essersi sparato – così narrano le cronache – un colpo di pistola al petto il pomeriggio di due giorni prima. O forse fu ucciso per errore. Di lui ci restano straordinari dipinti e struggenti lettere. Oltre il giallo del grano/ oltre il blu del cielo/ oltre le pieghe del tempo/ oltre quel che è falso e quel che è vero.

OLTRE IL GIALLO DEL GRANO, OLTRE IL BLU DEL CIELO

Oltre il giallo del grano
oltre il blu del cielo
oltre le nuvole nere
e uno stormo di corvi in volo
l’hanno visto passare
con un sogno tra le mani
l’hanno visto guardare
verso orizzonti e soli lontani

Oltre il giallo del grano
oltre il blu del cielo
oltre le pieghe del vento
oltre le onde di un sentiero
l’hanno visto cadere
rialzarsi e cadere ancora
l’ hanno visti imprecare
contro un dio distratto che non c’era

Si accenderanno ancora i colori
dopo ogni tempesta di vento e di fuoco
distese di girasoli
dopo ogni sogno perduto dentro un vicolo cieco

Oltre il giallo del grano
oltre il blu del cielo
oltre le nuvole nere
e uno stormo di corvi in volo
l’hanno visto avanzare
senza mai voltarsi verso indietro
l’hanno visto cercare
i suoi occhi tra pezzi di vetro

Oltre il giallo del grano
oltre il blu del cielo
oltre le pieghe del vento
oltre le onde di un sentiero
l’hanno visto tornare
con l’inferno nella testa
l’hanno visto inseguire
mille domande senza risposta

Si accenderanno notti stellate
dopo ogni tempesta di vento e di fuoco
campi fioriti d’estate
dopo ogni sogno spezzato dentro un vicolo cieco

Oltre il giallo del grano
oltre il blu del cielo
oltre le nuvole nere
e uno stormo di corvi in volo
l’hanno visto affidare
il suo tormento a colori e parole
l’hanno visto tenere
l’ultima lettera vicino al cuore

Oltre il giallo del grano
oltre il blu del cielo
oltre le pieghe del tempo
quello che è falso e quel che è vero
L’hanno visto dormire
con un sogno tra le mani
l’hanno visto inseguire
il volo di colombe e gabbiani

Si accenderanno ancora i colori
dopo ogni tempesta di vento e di fuoco
distese di girasoli
dopo ogni sogno perduto dentro a un vicolo cieco

Si accenderanno notti stellate
dopo ogni tempesta di vento e di fuoco
campi fioriti d’estate
dopo ogni sogno spezzato dentro un vicolo cieco

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Corsi e ricorsi

” Avete fatto voi questo orrore, maestro? ” chiese l’ufficiale nazista. “No, l’avete fatto voi”, rispose Picasso”. Guernica, 26 aprile 1937

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Stelle comete

David Maria Sassoli (Firenze, 30 maggio 1956 – Aviano, 11 gennaio 2022), presidente del Parlamento europeo dal 2019 fino al giorno della sua morte.

Quando il presidente russo Vladimir Putin bannò l’ingresso nel Paese del Presidente del Parlamento Europeo Sassoli definendolo “persona non grata”. E’ la storia che si ripete. Sassoli contro Putin. David contro Golia.

La monumentale risposta di Sassoli a Putin che lo definì “persona non grata”

Ad aprile il Cremlino vietò l’ingresso al Presidente del Parlamento Europeo e ad altri 7 cittadini europei

@neXt quotidiano | Gennaio 11, 2022 | 09: 25

Erano i primi giorni della scorsa primavera quando si è consumato uno dei più imponenti scontri diplomatici tra l’Unione Europea e la Russia. Si arrivò allo scontro frontale, con tanto di accusa diretta e divieto di ingresso deciso dal Cremlino nei confronti di 8 personalità che rappresentavano 8 Paesi diversi, con ruoli diversi all’interno delle istituzioni UE. Ed è in quel frangente che si è consumato lo scontro tra David Sassoli e Vladimir Putin, con il presidente russo che – oltre a “bannare” l’ingresso nel Paese del Presidente del Parlamento Europeo – lo definì “persona non grata”.

(Tratto da Next quotidiano.it)

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Giù le mani

Il lupo (maschio) perde il pelo ma non il vizio. (edualc)

The Post Internazionale: Milano, molestie in piazza Duomo: “Non mi lasciavano, mi sono spaventata”

Rassegna Stampa jan 7, 2022 – 15:16

(da Rassegna stampa. news) È la notte tra San Silvestro e Capodanno quando, tra i festeggiamenti in strada e i botti (nonostante il divieto), a Milano si vive un’atmosfera che non ha nulla a che vedere con una festa. In piazza Duomo alcune ragazze vengono aggredite, strattonate e molestate da una trentina di ragazzi. Tramite le immagini delle telecamere e di alcuni filmati pubblicati in rete – come sulla pagina social Milanobelladadio – gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dai pm del pool “fasce deboli” guidato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, avrebbero già identificato alcuni degli aggressori.

Il primo video di cui si viene a conoscenza è quello che ritrae una ragazza di 19 anni, studentessa fuori sede, mentre viene strattonata dal branco. È circa l’1.30, è da poco il 2022, lei indossa un piumino rosso, una borsa e chiede aiuto mentre viene trascinata, accerchiata e sballottata da circa trenta ragazzi, molti di origine straniera. Si sente qualcuno dire “C’è una ragazza rimasta a terra” e ancora “No, no, no”, mentre la studentessa urla cercando aiuto. “Sembrava scherzassero, ma poi qualcuno mi ha strattonato con forza. Si sono fatti violenti. Ho pensato volessero rapinarmi e gli ho dato la borsa. Ma non mi lasciavano. Mi sono spaventata e ho iniziato a urlare”, questo il racconto della vittima riportato dal Corriere della Sera.

Insieme a un’altra ragazza – tratta in salvo grazie all’intervento di un amico – è stata risucchiata nella calca quando insieme si erano allontanate dal loro gruppo per andare alla toilette. A strappare la studentessa dal branco sono stati gli agenti in tenuta antisommossa che l’hanno protetta con gli scudi. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per violenza sessuale di gruppo.

Un secondo video mostra un’altra aggressione avvenuta poco prima della mezzanotte. Ci sono due ragazze di origine straniera terrorizzate e in lacrime. Cercano di allontanare un gruppo di giovani mentre vengono schiacciate contro le transenne. Qualche secondo dopo un ragazzo riesce a portarle via dalla folla. Piangono, hanno paura. Le indagini si allargano anche a questo caso e ad altri presunti abusi.

(tratto da Rassegna stampa. news)

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Terezin

Nel 1941 la cittadina ceca di Terezín (in tedesco Theresienstadt), nata alla fine del ‘700 come città fortezza, venne destinata dalla Gestapo a ghetto, diventando un vero e proprio campo di concentramento con funzione di smistamento e transito per ebrei destinati ad Auschwitz.

“Un buon propagandista/ di un letamaio fa un luogo turistico.”(Bertolt Brecht)

Brancusi

Cantare Brancusi.

Constantin Brancusi è nato in Romania nel 1876, ma è definito ormai parigino d’adozione vista la sua permanenza a Parigi dal 1904 al 1957. Pioniere della scultura moderna astratta, ha realizzato opere in bronzo e marmo caratterizzate da forme pure ed essenziali. L’artista, nel suo testamento, ha lasciato tutta la sua bottega allo stato francese, che l’ha ricostruita sulla piazza del Centre Pompidou nel 1997.

“Quando non si è più bambini si è già morti.“ (Constantin Brancusi)

Le mani sulla città. Best seller

Nell’articolo del 23/08/2021 “Consumo di suolo, Ispra: ‘senza intervento costo alle stelle già nel 2030’” trattoda Edilportale.com si riporta che “ogni italiano ha a disposizione circa 360 mq di cemento (erano 160 negli anni ’50)” e che “l’incremento maggiore quest’anno è in Lombardia, che torna al primo posto tra le regioni con 765 ettari in più in 12 mesi, seguita da Veneto (+682 ettari), Puglia (+493), Piemonte (+439) e Lazio (+431). Nelle aree a pericolosità idraulica la percentuale supera il 9% per quelle a pericolosità media e il 6 % per quelle a pericolosità elevata.” Ne deduco che l’Italia è una Repubblica fondata sul cemento prima che sul lavoro e che da parecchio tempo ama il rischio.

La serie completa de  Le mani sulla città la trovate qui https://claudiosala.wordpress.com/tag/le-mani-sulla-citta/

12 agosto 1944. L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Nomi e cognomi.
Il ruolo dei collaborazionistiI fascisti locali. Le guide delle SS tedesche (tratto dal Portale di Sant’Anna di Stazzema)
All’epoca Sant’Anna era ancora più defilata e di difficile accesso di quanto lo sia oggi; per raggiungerla si dovevano percorre le vecchie mulattiere che da Valdicastello (Pietrasanta) e dal versante di Stazzema vero e proprio raggiungevano il villaggio di Sant’Anna dopo almeno due ore di difficile e faticosa marcia. Fu proprio questa caratteristica che spinse nell’estate del 1944 un migliaio di sfollati a raggiungere questi luoghi ritenuti praticamente inaccessibili. Eppure il 12 agosto 1944 Sant’Anna venne circondata da quattro colonne SS tedesche. Le quattro compagnie si mossero dalla zona di Pietrasanta intorno alle tre di notte percorrendo quattro diverse direttrici e raggiungendo verso le sei del mattino la vallata del paese. La salita fu pertanto compiuta durante la notte, e fu quindi essenziale la guida di italiani, per lo più versiliesi, profondi conoscitori dei luoghi, per raggiungere i vari borghi del paese. Alcuni superstiti dell’eccidio hanno rilasciato precise testimonianze in merito all’operato di questi italiani rinnegati. Individui col volto coperto, che parlavano italiano, addirittura in dialetto versiliese.Con la partecipazione attiva alle stragi dell’estate 1944, i fascisti scrissero la pagina più infame della loro collaborazione con l’occupante nazista, dopo essersi già macchiati di gravissime colpe, dalla fucilazione di partigiani, alle violenze e ai soprusi commessi ai danni della popolazione.
Dichiarazioni di testimoni oculari, utilizzate durante i processi a carico dei criminali nazifascisti: “dal punto dove ero nascosto sentivo parlare anche in italiano” (F.B., superstite dell’eccidio).“Vedi che c’è qui se te sorti! Mi disse un individuo in tuta mimetica che impugnava una pistola, mentre cercavo di uscire dalla casa” ( B.B, superstite dell’eccidio).“Dai mora! Gridava un milite che trascinava una mucca” (E.M., superstite dell’eccidio).
(Tratto dal Portale di Sant’Anna di Stazzema)

Le mani sulla città_Giochi moderni

“Penso a bimbo che mangia mais cresciuto sui fanghi”

Ambiente: intercettazioni choc in inchiesta su inquinamento

(ANSA) – BRESCIA, 26 MAG – “Io ogni tanto ci penso. Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi.

Sono consapevolmente un delinquente”. È una delle intercettazioni, riportate dal dorso locale del Corriere della sera, relative all’inchiesta della Procura di Brescia che ha iscritto quindici persone nel registro degli indagati e sequestrato i capannoni dell’azienda bresciana Wte, per traffico illecito di rifiuti.
    Circa 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti sarebbero finiti nei terreni agricoli Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara, Vercelli e Piacenza e venduti come fertilizzanti. (ANSA).

Inchiesta fanghi a Pavia: «I dirigenti di Asm accettarono le condizioni dei fanghisti»

Gli imprenditori indagati avrebbero fatto cartello per far lievitare i costi del servizio e secondo i magistrati i manager di via Donegani avrebbero dovuto ribellarsi.

PAVIA. I funzionari pubblici avrebbero accettato «spalle al muro» le condizioni capestro imposte dai fanghisti, senza ribellarsi. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta per turbativa d’asta chiusa dalla procura di Pavia nei confronti di otto persone. Sei sono imprenditori nel settore del recupero e trattamento dei fanghi, due sono dirigenti di Asm Pavia, la società che aveva bandito le gare finite nel mirino della Magistratura.

(da La Provincia Pavese del del 30 luglio 2021)

19 luglio

Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Claudio Traina. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Eddie Walter Cosina. Il 19 luglio. Sulla mia agenda rossa. Per non dimenticare. 

Pomeriggio del 19 luglio 1992. Neanche due mesi dopo la strage di Capaci, in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, a Palermo, in via d’Amelio, un attentato terrorististico-mafioso uccide il giudice antimafia Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina.  L’agenda rossa che Borsellino portava con sè non è mai piu’ stata ritrovata.

Le mani sulla città_Passaggi

Cercate una mansarda abusiva  con vista su Piazza San Pietro da condonare ? Un attico a Milano con ingresso diretto dal quadriportico della Basilica di Sant’Ambrogio? Un deposito antisismico per  soldi riciclati ? Un terreno per ampliare la centralina nucleare? Un ecomostro con vista mare?

Non fatevi fregare dagli altri. Passate prima da noi.

Agenzia Cementopolis.

Dove ogni sogno cementizio si avvera.

La serie completa de  Le mani sulla città la trovate qui https://claudiosala.wordpress.com/tag/le-mani-sulla-citta/

Le mani sulla città. Crescite

Contro la cementificazione selvaggia.

“Le mani sulla città” è una serie da me disegnata e pubblicata nel 2009 su Kontrapunkte contro la cementificazione selvaggia che investe ormai da troppo tempo il nostro Belpaese. Protagonista della serie, ambientata a Cementopolis, è un palazzinaro, speculatore nonché cementificatore compulsivo senza scrupoli. Penso sia il caso di ripartire con una nuova serie. Sempre in direzione ostinata e contraria.

La serie completa de  Le mani sulla città la trovate qui https://claudiosala.wordpress.com/tag/le-mani-sulla-citta/

Europa azzurra

Pensa un colore …

Trionfo dell’Italia, campione d’Europa dopo 53 anni. Gli azzurri battono l’Inghilterra in finale a Wembley ai calci di rigore. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, che non cambia ai supplementari, epilogo dal dischetto.

Esther

In ricordo di Esther Béjarano, sopravvissuta all’Olocausto e scomparsa ieri a 96 anni. Ebrea-tedesca, Esther fu deportata ad Auschwitz nell’aprile del 1943 e si salvò solo perchè sapeva suonare; sulla rampa di Birkenau accoglieva i nuovi deportati a tempo di musica. “L’antisemitismo è in aumento: attacchi, aggressioni. Per questo io canto e vado nelle scuole a testimoniare ciò che ho vissuto”. (Esther Bejeran)