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Nati il 7 giugno

Ho chiuso gli occhi per vedere. (Paul Gauguin)

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LA PALESTINA NELL’UNESCO, L’IRA USA “STOP AI FONDI”

(AGI) – Roma, 31 ott. – La Palestina entra a pieno diritto nell’Unescoed esplode l’ira degli Usa che annunciano il taglio immediato di fondi per 60 milioni di euro previsti entro novembre. La decisione dell’agenzia Onu e’ stata votata a maggioranza con 107 consensi e 14 voti contrari. L’Italia, insieme alla Gran Bretagna. si e’ astenuta. “L’Italia si e’ attivata per giungere a una posizione coesa e unita dell’Ue, in mancanza della quale abbiamo deciso di astenerci”, ha spiegato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari. L’evento, che ha un’importanza particolare per l’Anp che mette cosi’ a segno un primo successo nel processo di adesione alle Nazioni Unite, e’ stato accolto come “una vittoria della giustizia e della liberta’” dal presidente dell’Autorita’ palestinese, Abu Mazen, e come “un momento storico” dal ministro degli Esteri, Riyad al-Malki. Ma la Casa Bianca ha condannato la decisione dell’assemblea di Parigi, definendola “controproducente e prematura” poiche’ “mina gli obiettivi condivisi della comunita’ internazionale per una pace globale, giusta e durevole in Medio Oriente”.

Il taglio dei fondi Usa, che a oggi garantiva il 22% del bilanciodell’Unesco, e’ un vero e’ proprio choc per l’organizzazione. D’altro canto due leggi approvate negli anni ’90 dagli Stati Uniti vietano espressamente il finanziamento di qualsiasi organizzazione Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo. Tra le nazioni che hanno votato contro ci sono anche la Germania e il Canada mentre hanno votato si’ la Francia, la Cina e l’Indiainsieme alla quasi totalita’ dei paesi africani, arabi e latino-americani. Veemente la reazione israeliana, con l’ambasciatore Nimrod Barkan, che ha parlato di “tragedia“: l’Unesco, ha detto nel suo intervento all’Assemblea, dovrebbe interessarsi di scienza e non fantascienza”.
“Si tratta di una manovra unilaterale palestinese che, pur non portando alcun cambiamento sul terreno, allontana la possibilita’ di un accordo di pace”, ha aggiunto il ministero degli Esteri dello Stato ebraico in un comunicato, paventando la possibilita’ di interrompere la cooperazione con l’agenzia Onu.
L’Unesco e’ la prima agenzia Onu ad aver messo in agenda la questione dello status palestinese, dopo la richiesta avanzata da Abu Mazen, il 23 settembre, all’Onu. Di fronte al dilagare della crisi diplomatica intanto il segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon, ha sottolineato la necessita’ di “lavorare a soluzione pratiche per preservare le risorse finanziarie dell’Unesco”. Senza commentare il voto, Ban ha ribadito l'”urgenza” di una soluzione negoziata tra palestinesi e israeliani.  (AGI.it, 31 ottobre 2011)