Archivi categoria: Satira

Riprese

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  • Crisi: Letta “primi segni ripresa, serve responsabilita’ tutti”

    19:13 05 AGO 2013

    (AGI) – Bolzano, 5 ago. – Dall’incontro di oggi a Palazzo Chigi fra il premier Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il governatore di Bankitalia, Ignazio VIsco, e’ emerso che ci sono primi segni di ripresa, ma Perche’ si concretizzino serve stabilita’, e per questa “serve la responsabilita’ di tutti”. A dirlo, da Bolzano, il premier Enrico Letta. “Oggi, dall’incontro fra governo e Bankitalia per valutare i punti positivi e le criticita’ della nostra economia, sono emersi molti punti che ci lasciano intendere che la ripresa e gli stimoli di ripresa cominciano ad avverarsi”, ha detto. “E’ tutto risolto? Assolutamente no, sappiamo benissimo i tanti problemi che l’Italia e la sua economia hanno. Si toccano con mano anche in territori felici come questo”, ha aggiunto Letta, secondo cui “c’e’ una situazione sociale complessa, a cui dobbiamo dare risposte, ma la ripresa c’e’, ha bisogno di stabilita’ e la stabilita’ ha bisogno di comportamenti responsabili da parte di tutti”, ha detto. “Il mio impegno e’ di mettercela tutta”, ha concluso il premier. (AGI)

    • Bye bye Antonello

      Bye bye Antonello

      Bye bye Antonello

      Musei: allarme Sgarbi,chiude Mandralisca. Critico, tagli per luogo che espone capolavoro ‘Ignoto marinaio’

      28 luglio 2013

      (ANSA) – PALERMO, 28 LUG – ”L’ignoranza è la madre della cattiva politica. Nell’indifferenza delle istituzioni, uno dei luoghi simbolici dell’arte siciliana, il Museo Mandralisca di Cefalù, si avvia, tra pochi giorni, a chiudere”. Lo dice Vittorio Sgarbi. ”Chiudere un museo è sempre una sconfitta – aggiunge – ma tanto più lo è se dentro vi è una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano: il Ritratto dell’Ignoto Marinaio di Antonello da Messina. Ma non si vergogna Crocetta?”. (Ansa)

      Troppi tagli, chiude a Cefalù il Museo di Antonello da Messina

      (articolo tratto dal Fai-www.fondoambiente.it)

      La Regione taglia i contributi e le istituzioni culturali siciliane chiudono una dopo l’altra i battenti. Il museo del Risorgimento e l’istituto di Storia patria hanno sospeso l’attività. Ora è la volta del museo Mandralisca di Cefalù (Pa), uno scrigno d’arte che custodisce un patrimonio inestimabile di pezzi unici: una biblioteca con rari libri antichi, una mostra di conchiglie, numerosi reperti archeologici tra i quali spicca il cratere greco che raffigura un venditore di tonno e una pinacoteca con il celebre Ritratto di ignoto di Antonello da Messina. Il nucleo forte è costituito da opere raccolte dal barone Andrea Pirajno di Mandralisca, aristocratico colto e illuminato. Tra qualche giorno questo ricercato patrimonio culturale non sarà più fruibile. Il museo è gestito da una Fondazione che ha deciso la propria liquidazione. Fino al 2012 il Mandralisca ha ricevuto 142mila euro l’anno dalla Regione. Era incluso tra i centri culturali della cosiddetta ”tabella H” del bilancio regionale, che a causa dei tagli è stata abolita. E’ stato un colpo fatale per la situazione finanziaria della Fondazione che era già difficile e il Museo ha proseguito la propria attività solo per il senso di responsabilità dei dipendenti che, con dieci mensilità ancora da riscuotere, hanno comunque assicurato la funzionalità dei servizi. Dal municipio è partito un appello alla Regione per evitare la chiusura, ma l’unico risultato è finora l’annuncio che sarà liquidato l’80 per cento dei contributi dell’anno scorso per il pagamento di quattro mensilità ai dipendenti.  Fonte: Ansa (Articolo tratto dal Fai-www.fondoambiente.it)

      Scacciacaccia

      Mosche, zanzare e F-35. Buona caccia a tutti. (PIN)

      Scacciacaccia

      F35: Senato, ok mozione maggioranza; Latorre, “ora verificare i costi”

      11:36 16 LUG 2013

      (AGI) – Roma, 16 lug. – Il Senato ha approvato la mozione di maggioranza sugli F35. I si’ sono stati 202, 55 i no e 15 gli astenuti. L’aula del Senato ha invece bocciato le mozioni contrarie al programma sugli F35. Il Senato non ha approvato ne’ la mozione del Pd Felice Casson, ne’ quelle di Sel e del Movimento 5 Stelle. “Un paese moderno, industrializzato, parte di un consesso internazionale non puo’ e non deve rinunciare a un sistema di difesa e non puo’ contrapporre la spesa finalizzata a sostenerlo alle necessita’ del welfare o ad altre voci di bilancio dello Stato”. Lo ha detto intervenendo in aula al Senato per le dichiarazioni di voto, il senatore del Pd Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa di palazzo Madama.

      “La difesa ha un suo bilancio la cui dotazione rientra nel quadro della programmazione finanziaria e di spesa che gia’ da qualche tempo – sottolinea Latorre – prevede una riduzione e una razionalizzazione delle spese militari ben piu’ consistente di quella prevista in altri settori e in altri paesi”. “Bisogna dunque verificare i costi definitivi del programma F35 – osserva ancora Latorre – per modulare ogni ulteriore decisione in base alle nostre disponibilita’ finanziarie e per cercare in questo tempo di ottenere una maggiore ricaduta in termini economici e di occupazione. Dunque l’approfondimento previsto dalla mozione che ci accingiamo a votare e’ fondamentale. La mozione afferma anche che il Parlamento resta la sede dove si assumera’ ogni decisione e noi, cosi’ come stiamo facendo oggi, continueremo ad affrontare questo passaggio prestando attenzione alle diverse sensibilita’ che si manifestano, anche all’interno del nostro partito e del nostro gruppo, e sentendo tutto il peso della responsabilita’ di una forza che al governo del Paese ha il dovere di difendere il valore Costituzionale della pace coniugandolo con quello della tutela della difesa e della sicurezza dell’Italia”, conclude il senatore del Pd. (AGI)

      Cenere di Milo

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      Finiscono in cenere i capolavori rubati

      Bruciati in Romania i dipinti di Matisse, Picasso, Freud e Monet trafugati lo scorso ottobre in Olanda

      (La Stampa.it – 18/07/2013) – Sono finiti in cenere i dipinti di Matisse, Picasso e Monet rubati lo scorso ottobre dal museo Kunsthal di Rotterdam. A confermare un sospetto è il direttore del Museo Nazionale di Storia romeno. La madre di uno dei sospettati- arrestato all’inizio dell’anno con i tre complici- si sarebbe liberata dei quadri perché ormai impossibili da piazzare sul mercato. I quadri, del valore compreso tra i 50 e i 100 milioni di euro, sono “Testa di Arlecchino” di Pablo Picasso, “La lettrice in bianco e giallo” di di Henri Matisse, “Waterloo Bridge” e ”Charing Cross bridge” di Claude Monet, “Donna davanti una finestra aperta” di Paul Gauguin, “Autoritratto” di Van Meyer de Haan e “Donna con gli occhi chiusi” di Lucien Freud. Secondo il direttore del Museo di Bucarest però «servono ancora accertamenti». Chiaro però che, se tutto fosse confermato, «si tratterebbe di un crimine contro l’umanità». L’inizio del processo è fissato per il 13 agosto prossimo. (La Stampa.it – 18/07/2013)

      Stefano e la bestia

      Stefano e la bestia

      Orso ‘Stefano’ trovato morto su monti Molise, ucciso a fucilate

      16:09 08 LUG 2013

      (AGI) – Pescasseroli (L’Aquila), 8 lug. – L’Orso “Stefano”, trovato morto ieri sul Monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, recuperato e portato questa mattina all’universita’ di Teramo e all’Istituto Zooprofilattico per accertarne le cause della morte, “e’ stato brutalmente assassinato a colpi di fucile da criminali”. Lo afferma l’Ente in una nota. All’esame radiografico, eseguito al dipartimento di Scienze biomediche della Facolta’ di veterinaria dell’universita’ di Teramo, infatti, si e’ rilevata la presenza di una pallottola che ha raggiunto la testa dell’orso dalla regione sopraorbitale, provocandone, molto verosimilmente, la morte. Un’altra pallottola ha raggiunto l’omero destro dell’animale, mentre una terza, caricata a pallini, e’ stata rinvenuta sul corpo dell’animale: una vera e propria esecuzione, che ad una prima ricostruzione fa supporre l’utilizzo di diversi tipi di fucili, quindi l’intervento di diversi bracconieri. Queste le prime risultanze emerse dalle radiografie, che – dice sempre l’Ente Parco – ci restituiscono la brutalita’ dell’esecuzione di uno dei 60 orsi marsicani che ancora costituiscono la popolazione di questo splendido e rarissimo plantigrado. Un danno enorme, quindi, inferto alla natura, che va anche contro gli interessi delle stesse popolazioni del Parco che chiedono la conservazione rigida di questo animale, che e’ anche fonte di ricchezza poiche’ induce un flusso turistico di notevole importanza economica. Nei prossimi giorni l’Ente Parco provvedera’ a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica di Isernia, competente per territorio, perche’ si avviino le indagini per arrivare alla scoperta dei colpevoli. L’Ente Parco si riserva di fornire, nei prossimi giorni, altre importanti evidenze che dovessero manifestarsi dalla necroscopia dell’orso che verra’ eseguita nel pomeriggio presso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. (AGI)

      A proposito di orsi e orsetti, ricordate l’orso Knut, beniamino superstar dello zoo di Berlino?