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Casa Nostra

Non ci vuole niente a distruggere la memoria.

Casa Nostra

“Peppino Impastato, discarica nel casolare: la Regione intervenga”

05 marzo 2013 – SiciliaInformazioni.com – Cronaca Regionale

“Il casolare dove venne barbaramente ucciso Peppino Impastato non puo’ diventare una discarica a cielo aperto. La memoria di chi si e’ ribellato alla mafia e per questo ha pagato il prezzo piu’ alto non puo’ essere calpestata in questo modo. Rispondo al grido di allarme lanciato da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, chiedendo al presidente Crocetta di intervenire personalmente affinche’ quel luogo abbandonato possa diventare proprieta’ della Regione siciliana e patrimonio di tutti i cittadini che credono nella giustizia e nella legalita’, contro ogni forma di mafia”. Lo dice Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all’Assemblea regionale siciliana e segretario della commissione Territorio e ambiente, che ha scritto al governatore Rosario Crocetta per chiedere l’esproprio della proprieta’ per poter intervenire e bonificare l’area circostante.

‘Mi sento in dovere di rispondere all’appello lanciato da Giovanni Impastato che ha denunciato il pessimo stato in cui versa il casolare, lasciato all’incuria e all’indifferenza di tutti. Una richiesta legittima, quella di Giovanni, che desidera rispetto per la memoria di suo fratello. Un rispetto che tutti i siciliani dovrebbero pretendere e difendere. L’edificio – precisa il deputato – e’ di proprieta’ di un privato e, dunque, il Comune di Cinisi non puo’ intervenire per la bonifica del terreno e non puo’ effettuare alcun intervento straordinario e ordinario per preservare quel luogo simbolo della nostra memoria”.

“Insieme all’assessore comunale di Cinisi Vincenzo Cusimano, che ha gia’ proposto senza esito l’acquisto della proprieta’ da parte del Comune di Cinisi, – conclude Ferrandelli – abbiamo valutato l’ipotesi di un esproprio da parte della Regione affinche’ si agevoli il processo di riconoscimento di Luogo della Memoria e si provveda alle dovute tutele’. (SiciliaInformazioni.com)

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Capaci vent’anni dopo

Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si  è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perche non si dispone di alleanze, perchè si è privi di  sostegno.In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.  Giovanni Falcone

 

Strage di Capaci, vent’anni dopo. Trame, depistaggi e mezze verità

Palermo – (Adnkronos/Ign) – Il 23 maggio 1992 Cosa Nostra fece saltare in aria l’auto su cui viaggiava il magistrato antimafia Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Peppino Impastato, 34 anni dopo

In ricordo di Peppino Impastato, il militante antimafia ucciso ancora trentenne il 9 maggio 1978 da Cosa Nostra.

Non ci vuole niente a distruggere la Bellezza. Peppino Impastato


Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

(poesia di Peppino Impastato)

Nel nome della Legalità

In memoria di Angelo Vassallo.

Al piombo avrebbero provveduto le cosche. Alla solitudine qualcun’altro. (PIN)

CHI ERA ANGELO VASSALLO
10:17 06 SET 2010
(AGI) – Napoli, 6 set. – Angelo Vassallo, sindaco di Pollica-Acciaroli, nel Cilento, ucciso in agguato mentre era nella sua auto e ritornava a casa, sposato e con due figli, era stato rieletto primo cittadino del comune salernitano diviso in due frazioni nel marzo di questo anno. Candidatosi con una lista civica di orientamento di centro sinistra “Insieme per Pollica” (et non “Cilento pulito” come erroneamente rifertito in precedenza), Vassallo, che gia’ per Dl era stato consigliere nella Provincia di Salerno, governava Pollica-Acciaroli dal 2005. Era detto il ‘sindaco pescatore’, dato la sua attivita’ imprenditoriale nel settore ittico gestita insieme al fratello, e le sue battaglie per la legalita’ e il rispetto dell’ambiente, su cui aveva investito come amministratore pubblico, avevano fruttato alla localita’ costiera cilentana riconoscimenti quali le ‘bandiere blu’ e un rilancio turistico. Moglie e figli di Vassallo gestiscono attivita’ di ristorazione. Il pm Angelo Greco di Vallo della Lucania, che gestisce le indagini sull’omicidio, ai microfoni del Tg1 ha ricordato come fosse “un simbolo di legalita’. Era un uomo che si batteva contro l’illegalita’ ed era sempre in prima linea”.