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PIN-122. Il paradiso puo’ attendere

BIOTESTAMENTO: DAT SCATTA SOLO IN ASSENZA ATTIVITA’ CEREBRALE

(AGI) – Roma, 12 lug. – L’Aula della Camera ha approvato tra grandi polemiche l’emendamento al testamento biologico che stabilisce quando scatta la dichiarazione anticipata di trattamento, la cosiddetta Dat. Il testo, presentato dalla commissione, prevede che le volonta’ del paziente ‘assumano rilievo’ solo in caso sia accertato che il malato non puo’ comprendere le informazioni dei medici per mancanza di attivita’ cerebrale. Non solo dall’opposizione, ma anche dai banchi della maggioranza, si sono levate voci in dissenso.
Nel nuovo testo, il comma 6 dell’articolo 3 e’ cosi’ formulato: “La dichiarazione anticipata di trattamento assume rilievo nel momento in cui e’ accertato che il soggetto si trovi nell’incapacita’ permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attivita’ cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non puo’ assumere decisioni che lo riguardano. Tale accertamento e’ certificato da un collegio medico formato, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, da un anestesista-rianimatore, da un neurologo, dal medico curante e dal medico specialista nella patologia da cui e’ affetto il paziente. Tali medici, ad eccezione del medico curante, sono designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero o, ove necessario, dalla azienda sanitaria locale di competenza”. (AGI)

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150 inni

di claudiosala

Va’ pensiero invece dell’Inno di Mameli, bufera su Zaia
La Russa: presenterò ddl per disciplinarne l’uso

MILANO – “Presenterò un disegno di legge per disciplinare l’uso obbligatorio in determinate circostanze dell’Inno nazionale”. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito delle polemiche scaturite in seguito alla scelta di far suonare il Và Pensiero all’inaugurazione di una scuola in Veneto alla quale era presente anche il presidente Luca Zaia. “Così – ha aggiunto la Russa – avremo un riferimento normativo come esiste per l’esposizione della bandiera. In questo modo elimineremo un’altra occasione di discussione”. Il ministro della Difesa ha quindi precisato: “sono stato accomunato a quelli che ci hanno creduto ma io sono l’unico che ha dubitato che Zaia avesse effettivamente deciso di non far suonare l’Inno. Ho fatto bene perché ho scoperto che invece è stato suonato. Credo però che una sottovalutazione di questo che è un momento centrale delle cerimonie pubbliche ci sia stato anche in quell’occasione”. La Russa a proposito del Và Pensiero che è di fatto diventato l’Inno della Lega, ha quindi commentato: “é perfino più patriottico dell’Inno di Mameli e mi fa piacere che la Lega lo abbia scelto”. Quindi ha polemizzato con la sinistra: “mi fa piacere che a scandalizzarsi sia la sinistra, la stessa che quando io ero un po’ più giovane quando cantavano l’Inno nazionale ci gridava dietro che eravamo fascisti. Ci hanno messo trent’anni a riconoscere l’importanza dell’Inno, speriamo non ce ne mettano altri trenta per imparare le parole”.
(da Ansa.it, 15 giugno 2010)