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Le stragi degli Innocenti


Siria: strage di civili a Hula, “110 morti, decine di bambini”

26 maggio 2012

(AGI) – Nicosia, 26 mag. – Una nuova strage di civili ha insanguinato la Siria nel 63mo venerdi’ di proteste contro il regime: a Hula, nella provincia ribelle di Homs, le forze di sicurezza del regime di Bashar al-Assad hanno ucciso un centinaio di persone, tra cui molti bambini. Sul bilancio preciso del bombardamento condotto dall’artiglieria dopo alcuni scontri alla periferia della citta’ le fonti sono discordanti.
Il Consiglio nazionale siriano, che raggruppa i principali movimenti dell’opposizione, ha parlato di 110 vittime, fra cui 13 bambini, e ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per “accertare le responsabilita”. Di 90 morti, tra cui 25 bambini, ha parlato invece l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Immagini amatoriali postate su YouTube da Hula mostrano i cadaveri insanguinati di bambini in un appartamento, uno dei quali e’ decapitato.

Le uccisioni sono proseguite anche nella notte e gli abitanti sono in fuga dal villaggio di Taldau, alle porte di Hula, ha denunciato Rami Abdel Rahman del’Osservatorio per i diritti umani che ha accusato i Paesi arabi e la comunita’ internazionale di essere “complici” di queste stragi. Non ci sono conferme indipendenti sul numero delle vittime a Hula perche’ nella zona non sono presenti giornalisti. Gia’ nell serata di venerdi’ fonti dell’opposizione siriana avevano parlato di una cinquantina di morti. Intanto mezzi corazzati dell’esercito siriano sono entrati per la prima volta ad Aleppo, nel nord, la seconda citta’ del Paese teatro nelle ultime settimane di manifestazioni contro il regime. I blindati hanno disperso migliaia di persone radunate per i funerali di un ragazzo ucciso a colpi d’arma da fuoco.

OSSERVATORI ONU A HULA DOPO MASSACRO CIVILI

Una squadra di osservatori dell’Onu e’ arrivata a Hula, in Siria, dopo la denuncia del massacro di civili. Gli osservatori si sono recati direttamente nel villaggio di Taldau, alle porte di Hula. Il loro obiettivo e’ “documentare i crimini commessi nelle ultime 24 ore, in violazione del cessate-il-fuoco” previsto dal piano di pace in sei punti di Kofi Annan, inviato speciale congiunto della stessa Onu e della Lega Araba, e teoricamente in vigore gia’ dal 12 aprile scorso sull’intero territorio nazionale. (AGI)

Da Giotto e dalla sua straordinaria Strage degli Innocenti nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

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Ecce Homs

 

 Dalla Strage degli Innocenti di Guido Reni al massacro di Homs.

Siria: strage di bimbi e donne a Homs, autobomba davanti scuola di Deraa

(AGI) – Roma, 12 mar. – Strage di bambini a Homs e Deraa. Un’autobomba e’ esplosa vicino una scuola a Deraa, nel sud della Siria, uccidendo una bambina e ferendo altri 25 studenti. Lo ha riferito Al Arabiya. I cadaveri di 47 persone, donne e bambini, sono stati invece trovati a Homs, citta’ della Siria centrale teatro di una sanguinosa repressione delle forze di sicurezza del presidente Bashar el-Assad.

Lo hanno riferito attivisti per i diritti umani, spiegando che si tratta dei corpi di 26 bambini e 21 donne, alcuni con la gola tagliata, altri con ferite da coltellate, trovati dopo un massacro nei sobborghi Karm el-Zaytoun e Al-Adawiyeh.
Il Consiglio nazionale siriano, principale gruppo di opposizione, ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Secondo il racconto di un attivista, Hadi Abdallah, “alcuni bambini avevano segni di colpi di oggetti contundenti sul capo e una bambina e’ stata mutilata”. Inoltre, “alcune donne sono state stuprate prima di essere uccise”.
(AGI) .

Un’altra Primavera

E’ del tutto evidente che c’è Primavera e primavera. (PIN)

Siria: 36 morti in svariate zone del paese. Tra questi sei bambini.     

E’ il frutto della repressione per mano delle forze di sicurezza nei confronti degli oppositori al regime

(Peace Reporter del 23/11/2011)

È salito ad almeno 36 morti, tra i quali sei bambini, il bilancio delle persone uccise ieri in molte zone della Siria. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locale in Siria.

Sul loro sito web, gli attivisti precisano che 13 persone sono state uccise a Homs, nella Siria centrale, sette aHama, sempre nel centro del Paese, altrettante aDaraa, nel sud (dove a metà marzo sono iniziate le proteste antigovernative), sei a Idlib, nel nordovest, e tre a Dayr az-Zor, nell’est.

Sono tutte vittime della repressione scattata ieri, conperquisizioni e la caccia ai militanti anti-regime da parte delle forze di sicurezza siriane. Eliminati anche cinque militari disertori. (da Peace Reporter, 23 11 2011)

Tutte le mie immagini sulla rivolta Siriana.

I massacri di Hama


Massacro a Hama, citta’ simbolo rivolta
Trent’anni fa regime soffoco’ dissenso con decine migliaia morti

ANSA.it – 31 luglio 2011

ROMA – Con l’attacco dei carri armati oggi all’alba, alla vigilia del Ramadan, il regime di Damasco è tornato a colpire la città di Hama già doloroso simbolo della rivolta e della repressione nel Paese.

IL MASSACRO DELL’82 – Il presidente Hafez al-Assad, padre di Bashar, inviò le truppe nella città 200 chilometri a nord di Damasco, per soffocare il dissenso allora guidato dalla formazione sunnita dei Fratelli musulmani, la cui roccaforte era diventata appunto Hama, che avevano anche organizzato un attentato, fallito, contro di lui. La città vecchia fu rasa al suolo e il bilancio dell’intervento dell’esercito fu di decine di migliaia di morti: 20mila è la cifra rimasta alla storia, ma secondo alcune fonti furono molti di più, fino a 30mila su una popolazione di 350mila.

LE PROTESTE DEL 2011 – Con una popolazione attuale di 800mila abitanti, Hama non si é rivelata da subito uno degli epicentri della protesta senza precedenti che da oltre quattro mesi ormai percorre la Siria. Ma con il passare delle settimane, di venerdì in venerdì, le manifestazioni in città si sono fatte sempre più massicce e partecipate attirando l’attenzione delle forze di sicurezza intervenute a più riprese, fino allo scorso giugno quando, secondo attivisti dell’opposizione, le forze del regime hanno ucciso almeno 60 dimostranti. – Il 2 luglio scorso il presidente Bashar al Assad, nel tentativo di riportare la situazione sotto controllo, ha sollevato dall’incarico il governatore della provincia di Hama. Il gesto non ha placato la protesta che, al contrario, è scesa in piazza ancor più vigorosa il giorno seguente, così come hanno fatto a decine di migliaia contemporaneamente praticamente in tutto il Paese. – Con una simbolica presa di posizione solidale con la protesta, la prima del genere dall’inizio delle manifestazioni nel marzo scorso, l’ambasciatore Usa a Damasco e quello francese si sono recati l’8 luglio scorso ad Hama nel tentativo di fare pressione su Assad affinché limitasse l’uso della forza. Il governo siriano ha risposto però convocando i diplomatici due giorni dopo e ammonendo la loro condotta. Il giorno seguente sostenitori di Assad hanno preso d’assalto le ambasciate Di Usa e Francia a Damasco. (ANSA.it del 31 luglio 2011)

Disegni e immagini  sulle  sanguinose repressioni perpetrate dal regime di Assad in Siria.

PIN-090. Pulizie di primavera

E’ del tutto evidente che c’è massacro e massacro. (PIN)

SIRIA: AMNESTY, ALMENO 393 MORTI DALL’INIZIO DELLE PROTESTE

Sono almeno 393 i morti in Siria dall’inizio delle manifestazioni contro il regime del presidente, Bashar Assad. Lo ha denunciato Amnesty International,” sottolineando che la brutale reazione del governo siriano ha raggiunto un nuovo vergognoso picco coi bombardamenti dell’esercito contro gli edifici civili di Deraa, nel sud del Paese”. “Utilizzando l’artiglieria contro la sua gente, il governo di Damasco ha mostrato l’intenzione di stroncare le proteste praticamente a ogni costo, qualunque sia il prezzo in termini di vite umane”, ha dichiarato Malcolm Smart, direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. Assad “deve fermare tutto questo, ritirare il suo esercito da Deraa, assicurare la ripresa delle forniture di acqua ed elettricita’ e consentire l’arrivo dei soccorsi alle vittime di quest’ultimo, totalmente inaccettabile, massacro.” (Repubblica.it del 26 aprile)