Archivi categoria: Diritti e Società

Man on the Turkish Moon

Man on the Moon

Turchia: uomo per ore in piedi a piazza Taksim sfidando Erdogan

18 giugno 2013

(AGI) – Roma, 18 giu. – Dopo quasi tre settimane di violenze, si e’ vista una nuova forma di protesta a piazza Taksim, a Istanbul: un uomo si e’ piazzato da solo, in piedi, al centro della piazza, e non si e’ mosso per otto ore, fissando in silenzio le grandi bandiere turche che coprono un edificio su uno dei lati della piazza. Una protesta silenziosa e pacifica -seguita rapidamente da centinaia di epigoni, prima nella piazza, poi in tutto il Paese- in netto contrasto con le accese manifestazioni e la violenta repressione da parte della polizia.
Nella notte la polizia ha effettuato uno dei piu’ duri interventi contro i manifestanti ad Ankara, mentre a Istanbul e’ stata calma relativa. In mattinata, pero’, nella metropoli sul Bosforo la polizia ha eseguito decine di perquisizioni, compresi un giornale e un’agenzia di stampa. Un’operazione chiaramente mirata a soffocare le quasi tre settimane di proteste: le forze dell’anti-terrorismo della Direzione di Sicurezza turca hanno fatto irruzione nelle case di 90 membri del Partito Socialista degli Oppressi (Esp), un gruppuscolo della sinistra molto attivo nelle proteste a parco Gezi. La polizia ha perquisito anche gli uffici del quotidiano Atilim e dell’agenzia di notizie Etkin, entrambi collegati all’Esp.
‘L’uomo in piedi’ -come l’hanno ribattezzato i social media- e’ rimasto fermo per diverse ore a piazza Taksim, con gli occhi fissi al centro Culturale Ataturk: per ore fermo, con le mani in tasca, una borsa e alcune bottiglie d’acqua ai suoi piedi. Il suo atto di protesta dopo un po’ e’ stato seguito da alcune centinaia di persone, ma dopo alcune ore lui e i circa 300 che si erano uniti a lui, nonostante non pronunciassero alcuno slogan anti-governativo, sono stati fatti allontanare.
Trattenuto brevemente l’uomo e’ stato poi rilasciato. La notizia della protesta silenziosa e’ dilagata rapidamente nel web e l’hashtag di Twitter #duranadam (l’uomo in piedi) e’ rapidamente balzato al top di quelli piu’ utilizzati; e nel giro di qualche ore sono cominciate a circolare immagini di persone in piedi ovunque: in altre parti di Istanbul, nella capitale Ankara, a Smirne sulla costa del Mar Egeo.
Il premier, Recep Tayyip Erdogan, intanto ha difeso l’uso dei gas urticanti e ha accusato i manifestanti di aver sparato contro due poliziotti. E’ stato rilasciato invece il fotoreporter italiano, Daniele Stefanini, dopo il fermo di polizia a Istanbul. (AGI.it 18 giugno 2013)

Centofinestre

In ricordo di Peppino Impastato, il militante antimafia nato sessantaquattro anni fa a Cinisi, il 5 gennaio 1948, e ucciso ancora trentenne il 9 maggio 1978 da Cosa Nostra. Perchè non ci vuole niente a distruggere la Memoria.

Centofinestre

Casa Nostra

Non ci vuole niente a distruggere la memoria.

Casa Nostra

“Peppino Impastato, discarica nel casolare: la Regione intervenga”

05 marzo 2013 – SiciliaInformazioni.com – Cronaca Regionale

“Il casolare dove venne barbaramente ucciso Peppino Impastato non puo’ diventare una discarica a cielo aperto. La memoria di chi si e’ ribellato alla mafia e per questo ha pagato il prezzo piu’ alto non puo’ essere calpestata in questo modo. Rispondo al grido di allarme lanciato da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, chiedendo al presidente Crocetta di intervenire personalmente affinche’ quel luogo abbandonato possa diventare proprieta’ della Regione siciliana e patrimonio di tutti i cittadini che credono nella giustizia e nella legalita’, contro ogni forma di mafia”. Lo dice Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all’Assemblea regionale siciliana e segretario della commissione Territorio e ambiente, che ha scritto al governatore Rosario Crocetta per chiedere l’esproprio della proprieta’ per poter intervenire e bonificare l’area circostante.

‘Mi sento in dovere di rispondere all’appello lanciato da Giovanni Impastato che ha denunciato il pessimo stato in cui versa il casolare, lasciato all’incuria e all’indifferenza di tutti. Una richiesta legittima, quella di Giovanni, che desidera rispetto per la memoria di suo fratello. Un rispetto che tutti i siciliani dovrebbero pretendere e difendere. L’edificio – precisa il deputato – e’ di proprieta’ di un privato e, dunque, il Comune di Cinisi non puo’ intervenire per la bonifica del terreno e non puo’ effettuare alcun intervento straordinario e ordinario per preservare quel luogo simbolo della nostra memoria”.

“Insieme all’assessore comunale di Cinisi Vincenzo Cusimano, che ha gia’ proposto senza esito l’acquisto della proprieta’ da parte del Comune di Cinisi, – conclude Ferrandelli – abbiamo valutato l’ipotesi di un esproprio da parte della Regione affinche’ si agevoli il processo di riconoscimento di Luogo della Memoria e si provveda alle dovute tutele’. (SiciliaInformazioni.com)

Avvertenze d’uso

Il cartello recava la seguente scritta: “Avviso della casa di tolleranza. Ai signori clienti è vietato molestare le signorine prima di avere pagato“. Prima. E dopo? (PIN)

Avvertenze d'uso

L’Italia ‘balla’ per dire stop alla violenza sulle donne

14 febbraio, ore 19:51
Roma, 14 feb. (Adnkronos) – One Billion Rising, flash mob planetario contro la violenza sulle donne, è stato celebrato in tantissime città italiane. A Roma in migliaia hanno ballato perché “quando le donne si uniscono creano belle cose”

Free Jafar Panahi

Free Jafar Panahi

Closed Curtain, Panahi racconta la sua prigionia
12 febbraio, 19:40
(Ansa) “E’ la prima volta che un governo tedesco si rivolge ufficialmente ad un altro governo, quello iraniano, per chiedere la liberazione di un uomo” ha detto il moderatore dell’incontro per l’atteso ‘Closed curtain’ di Jafar Panahi e Kambuzia Partovi. Un film, girato clandestinamente, metafora della prigionia del regista condannato al silenzio. “Non è un film contro il regime – dice il coregista Partovi, mancando ovviamente Panahi – racconta l’unica storia che si poteva raccontare”. (Ansa)