Archivi categoria: Diritti e Società

Man on the Turkish Moon

Man on the Moon

Turchia: uomo per ore in piedi a piazza Taksim sfidando Erdogan

18 giugno 2013

(AGI) – Roma, 18 giu. – Dopo quasi tre settimane di violenze, si e’ vista una nuova forma di protesta a piazza Taksim, a Istanbul: un uomo si e’ piazzato da solo, in piedi, al centro della piazza, e non si e’ mosso per otto ore, fissando in silenzio le grandi bandiere turche che coprono un edificio su uno dei lati della piazza. Una protesta silenziosa e pacifica -seguita rapidamente da centinaia di epigoni, prima nella piazza, poi in tutto il Paese- in netto contrasto con le accese manifestazioni e la violenta repressione da parte della polizia.
Nella notte la polizia ha effettuato uno dei piu’ duri interventi contro i manifestanti ad Ankara, mentre a Istanbul e’ stata calma relativa. In mattinata, pero’, nella metropoli sul Bosforo la polizia ha eseguito decine di perquisizioni, compresi un giornale e un’agenzia di stampa. Un’operazione chiaramente mirata a soffocare le quasi tre settimane di proteste: le forze dell’anti-terrorismo della Direzione di Sicurezza turca hanno fatto irruzione nelle case di 90 membri del Partito Socialista degli Oppressi (Esp), un gruppuscolo della sinistra molto attivo nelle proteste a parco Gezi. La polizia ha perquisito anche gli uffici del quotidiano Atilim e dell’agenzia di notizie Etkin, entrambi collegati all’Esp.
‘L’uomo in piedi’ -come l’hanno ribattezzato i social media- e’ rimasto fermo per diverse ore a piazza Taksim, con gli occhi fissi al centro Culturale Ataturk: per ore fermo, con le mani in tasca, una borsa e alcune bottiglie d’acqua ai suoi piedi. Il suo atto di protesta dopo un po’ e’ stato seguito da alcune centinaia di persone, ma dopo alcune ore lui e i circa 300 che si erano uniti a lui, nonostante non pronunciassero alcuno slogan anti-governativo, sono stati fatti allontanare.
Trattenuto brevemente l’uomo e’ stato poi rilasciato. La notizia della protesta silenziosa e’ dilagata rapidamente nel web e l’hashtag di Twitter #duranadam (l’uomo in piedi) e’ rapidamente balzato al top di quelli piu’ utilizzati; e nel giro di qualche ore sono cominciate a circolare immagini di persone in piedi ovunque: in altre parti di Istanbul, nella capitale Ankara, a Smirne sulla costa del Mar Egeo.
Il premier, Recep Tayyip Erdogan, intanto ha difeso l’uso dei gas urticanti e ha accusato i manifestanti di aver sparato contro due poliziotti. E’ stato rilasciato invece il fotoreporter italiano, Daniele Stefanini, dopo il fermo di polizia a Istanbul. (AGI.it 18 giugno 2013)

Casa Nostra

Non ci vuole niente a distruggere la memoria.

Casa Nostra

“Peppino Impastato, discarica nel casolare: la Regione intervenga”

05 marzo 2013 – SiciliaInformazioni.com – Cronaca Regionale

“Il casolare dove venne barbaramente ucciso Peppino Impastato non puo’ diventare una discarica a cielo aperto. La memoria di chi si e’ ribellato alla mafia e per questo ha pagato il prezzo piu’ alto non puo’ essere calpestata in questo modo. Rispondo al grido di allarme lanciato da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, chiedendo al presidente Crocetta di intervenire personalmente affinche’ quel luogo abbandonato possa diventare proprieta’ della Regione siciliana e patrimonio di tutti i cittadini che credono nella giustizia e nella legalita’, contro ogni forma di mafia”. Lo dice Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all’Assemblea regionale siciliana e segretario della commissione Territorio e ambiente, che ha scritto al governatore Rosario Crocetta per chiedere l’esproprio della proprieta’ per poter intervenire e bonificare l’area circostante.

‘Mi sento in dovere di rispondere all’appello lanciato da Giovanni Impastato che ha denunciato il pessimo stato in cui versa il casolare, lasciato all’incuria e all’indifferenza di tutti. Una richiesta legittima, quella di Giovanni, che desidera rispetto per la memoria di suo fratello. Un rispetto che tutti i siciliani dovrebbero pretendere e difendere. L’edificio – precisa il deputato – e’ di proprieta’ di un privato e, dunque, il Comune di Cinisi non puo’ intervenire per la bonifica del terreno e non puo’ effettuare alcun intervento straordinario e ordinario per preservare quel luogo simbolo della nostra memoria”.

“Insieme all’assessore comunale di Cinisi Vincenzo Cusimano, che ha gia’ proposto senza esito l’acquisto della proprieta’ da parte del Comune di Cinisi, – conclude Ferrandelli – abbiamo valutato l’ipotesi di un esproprio da parte della Regione affinche’ si agevoli il processo di riconoscimento di Luogo della Memoria e si provveda alle dovute tutele’. (SiciliaInformazioni.com)

Avvertenze d’uso

Il cartello recava la seguente scritta: “Avviso della casa di tolleranza. Ai signori clienti è vietato molestare le signorine prima di avere pagato“. Prima. E dopo? (PIN)

Avvertenze d'uso

L’Italia ‘balla’ per dire stop alla violenza sulle donne

14 febbraio, ore 19:51
Roma, 14 feb. (Adnkronos) – One Billion Rising, flash mob planetario contro la violenza sulle donne, è stato celebrato in tantissime città italiane. A Roma in migliaia hanno ballato perché “quando le donne si uniscono creano belle cose”

Free Jafar Panahi

Free Jafar Panahi

Closed Curtain, Panahi racconta la sua prigionia
12 febbraio, 19:40
(Ansa) “E’ la prima volta che un governo tedesco si rivolge ufficialmente ad un altro governo, quello iraniano, per chiedere la liberazione di un uomo” ha detto il moderatore dell’incontro per l’atteso ‘Closed curtain’ di Jafar Panahi e Kambuzia Partovi. Un film, girato clandestinamente, metafora della prigionia del regista condannato al silenzio. “Non è un film contro il regime – dice il coregista Partovi, mancando ovviamente Panahi – racconta l’unica storia che si poteva raccontare”. (Ansa)

 

Il cielo sopra Taranto. Galileiano

Il Cielo sopra Taranto_Galileiano

Ilva: governo pone questione fiducia su decreto in Aula Camera

18 Dicembre 2012 – 16:12

(ASCA) – Roma, 18 dic – Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto Ilva ”recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale” nel testo approvato dalle commissioni. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

Il provvedimento consente la prosecuzione della produzione dopo il sequestro dello stabilimento da parte della magistratura in modo che l’Ilva possa procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini stabiliti dell’autorizzazione integrata ambientale. (Asca)

Amianto. Filo di polvere

«Sono un cittadino di Broni colpito dal mesotelioma. Pensavo, statisticamente, che non mi sarebbe capitato: mia sorella di 40 anni è morta 16 anni fa, i medici mi hanno detto che io ho una forma cronica ma qui, di cronico c’è solo la paura. A noi piaceva correre da piccoli, ma nessuno ci aveva detto che, trent’anni dopo, un lupo chiamato mesotelioma ci avrebbe mangiato: non deve più accadere ai nostri figli e nipoti» (Daniele Rovati)

Daniele è morto mercoledì 21 novembre, ennesima vittima dell’amianto a Broni. A lui dedico questa immagine. Pin

Amianto Filo di polvere_2012©EDUALC 

 

La tregua

 La tregua_2012©EDUALC  

M.O.: tv, 10 i morti in raid aerei Israele su Gaza
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 15:43
Gaza, 20 nov. – (Adnkronos/Aki) – Sono dieci in tutto i palestinesi rimasti uccisi in raid aerei effettuati nell’ultima ora da Israele sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce la tv locale al-Aqsa, che fornisce l’ultimo bilancio aggiornato delle vittime delle operazioni effettuate durante la visita a Gaza della delegazione della Lega Araba, guidata dal segretario generale Nabil al-Arabi. Secondo la tv, nel mirino dei raid sono finiti i quartieri di Sabra e Zaytoun, nella parte sud di Gaza, e la zona Beit Hanoun. (adnkronos/Aki)

Gaza: Hamas, “impartita lezione Israele”
Fonte usa toni trionfalistici: “Vittoria Hamas e Brigate Qassam”
20 novembre, 18:29
(ANSA) – GAZA, 20 NOV – Sono trionfalistici i toni di Hamas, in vista della possibile tregua nel conflitto con Israele.
“Abbiamo impartito al nemico sionista una lezione che non dimenticherà mai”, ha detto una fonte di Hamas all’ANSA, aggiungendo che il cessate il fuoco sarebbe “una vittoria di Hamas e delle Brigate Qassam”, il suo braccio militare.

Raid su Gaza, strage di bambini. Al Cairo si tratta per la tregua
07:42 19 NOV 2012
(AGI) – Gaza, 19 nov. – Israele ha continuato nella notte i bombardamenti su Gaza e ormai sono 84 le vittime palestinesi nella Striscia da quando mercoledi’ e’ iniziata l’operazione ‘Pilastro di Difesa’. Secondo fonti sanitarie palestinesi, almeno 11 palestinesi sono morti nelle ultime ore; e in un raid compiuto stamane dall’aviazione israeliana, sono rimasti uccisi altre quattro persone, tra cui un bimbo di 5 anni.
Intanto al Cairo proseguono i colloqui per arrivare a una tregua, che pero’ ancora non si vede all’orizzonte. La crisi sara’ oggi al centro dell’incontro tra i ministri di Esteri e Difesa dell’Unione Europea riuniti a Bruxelles (dove all’ordine del giorno ci sara’ anche lo status che l’Ue concedera’ alla nuova piattaforma dell’opposizione in Siria). Ieri, in un altro raid isrealiano sul distretto di Nasser, a Gaza, erano morti 10 civili, tra cui tre donne e sei bambini.
Finora oltre 1.000 razzi sono stati sparati da Gaza, di questi 544 hanno colpito il suolo israeliano, 302 sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome, finanziato dagli Usa. Obama assicura il suo sostegno a Israele ma lancia un appello per evitare un’escalation di violenza e Shimon Peres accusa: “Hamas vuole distruggerci”.
Ma ieri, in serata, proprio mentre arrivavano notizie di altre vittime palestinesi, il portavoce di Hamas, Razi Hamed, ha detto che il 90% degli elementi necessari per raggiungere una tregua con Israele sono stati definiti. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha pero’ avvertito che Israele e’ pronto ad “allargare significativamente” l’offensiva su Gaza e che “i soldati sono pronti per qualsiasi tipo di attivita’ che si dovesse richiedere”, quindi anche un’offensiva terrestre. (AGI)

Nasrin. Fiore d’acciaio

Nasrin_Fiore d'acciaio_2012©EDUALC

Iran/ Ebadi e ong: negate visite mediche a Nasrin Sotoudeh

Roma, 31 ott. (TMNews) – Da quando e’ stata arrestata nel 2010, Nasrin Sotoudeh, avvocata di 47 anni e madre di due figli, e’ stata spesso posta in regime di isolamento. Cosi’ come ad altri prigionieri, le sono state negate cure mediche adeguate e le e’ stato impedito di incontrare con regolarita’ i suoi familiari.

Nasrin Sotoudeh e’ attualmente ricoverata nell’infermeria del carcere di Evin, a Teheran. Ha iniziato uno sciopero della fame il 17 ottobre per protestare contro le vessazioni subite dai familiari e le restrizioni al suo diritto di ricevere visite.

Secondo quanto riferito dal marito Reza Khandan, Nasrin Sotoudeh ha intrapreso lo sciopero della fame quando ha saputo che la figlia dodicenne era stata convocata in tribunale per comunicarle il divieto di viaggiare all’estero. Inoltre, negli ultimi tre mesi, la direzione del carcere di Evin ha impedito incontri diretti tra la detenuta e i suoi figli (possono vedersi solo attraverso un vetro divisorio) e hanno imposto forti limitazioni alle telefonate. Nasrin Sotoudeh non incontra la madre e il fratello da quasi un anno.

‘Siamo seriamente preoccupati per lei e consideriamo le autorita’ iraniane responsabili di questa situazione’ – hanno sottolineato Shirin Ebadi e le sei organizzazioni per i diritti umani. (TMNews)

Sakharov 2012

Sakharov 2012_2012©EDUALC

Iran: a Sotoudeh e Panahi il Premio Sakharov dell’Europarlamento
ultimo aggiornamento: 26 ottobre, ore 14:10

Strasburgo, 26 ott. (Adnkronos/Dpa) – Il Premio Sakharov del Parlamento Europeo e’ stato assegnato all’avvocato Nasrin Sotoudeh e al regista Jafar Panahi per il loro impegno a favore dei diritti umani in Iran. La Sotoudeh sta scontando una condanna a 11 anni di carcere per le accuse di propaganda ai danni delle autorita’ islamiche di Teheran, mentre Panahi, autore pluripremiato a livello internazionale, rischia a una condanna a sei anni e una messa al bando di 20 anni poiche’ le sue opere sono considerate dai giudici iraniani una minaccia per la sicurezza nazionale. I due attivisti divideranno il premio di 50mila euro che accompagna il riconoscimento.

Tempo scaduto

 

Il tempo delle rose era scaduto_2012©EDUALC

Violenza su donne: parlamentari e associazioni, fermare femminicidio
Adnkronos News – lun 22 ott 2012

Roma, 22 ott. (Adnkronos) – Ogni due giorni una donna viene uccisa dal marito, compagno, fidanzato. Dall’inizio dell’anno sono state 101 le vittime, un triste bilancio che rischia di aumentare fino alla fine dell’anno. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero ha promesso tempi brevi sulla ratifica della Convenzione sulla violenza sulle donne e domestica, messa a punto a Istanbul nel maggio 2011. Una ratifica che – dopo la morte, a Palermo, della studentessa uccisa venerdi’ scorso dall’ex fidanzato della sorella – in molti tornano a chiedere.

Malala School

“Dateci penne oppure i terroristi metteranno in mano alla mia generazione le armi”. (Malala Yousufzai)

malala-school 

Cure in Gran Bretagna per Malala Yousafzai, la ragazza ferita dai talebani

La 14enne attivista civile pachistana Malala Yousafzai, ferita dai talebani, è stata mandata nel Regno Unito per curarsi. Le condizione della giovane migliorano. I medici le hanno tolto la ventilazione automatica e la ragazza già respira autonomamente.
Martedì scorso Malala ha subito un’agguato: alcuni talebani le hanno sparato mentre tornava a casa dopo la scuola. Un proiettile ha colpito la ragazza alla testa.
Da quando aveva 11 anni Malala gestisce un blog su internet in cui critica i talebani e sostiene il diritto all’istruzione delle ragazze. (La voce dalla Russia)

Pakistan: talebani sparano a bambina pacifista
Conosciuta anche all’estero per la sua ribellione contro l’imposizione talebana di cultura punitiva verso le donne
10 ottobre, 02:23

Malala Yousufzai, una ragazzina pachistana di 14 anni che tempo fa ha avuto il coraggio di criticare il modello di vita imposto dai talebani nella Valle dello Swat (Pakistan nord-occidentale) è stata attaccata oggi e gravemente ferita a colpi d’arma da fuoco mentre viaggiava a in un autobus scolastico vicino a Mingora.

Lo riferisce DawnNews Tv. Vincitrice del Premio nazionale della pace giovanile, Malala é stata colpita con due proiettili al collo e alla testa.Alcuni media hanno riferito che un commando armato ha fermato l’automezzo e cercato espressamente Malala prima di sparare, ferendola insieme ad almeno altre due ragazze. Trasferita in un ospedale locale, la giovane è stata trasportata successivamente in un elicottero inviato dal premier pachistano Raja Pervez Ashraf a Islamabad.

Conosciuta anche all’estero per la sua ribellione contro l’imposizione da parte dei talebani di una cultura che punisce le donne, la ragazza era stata posta dal movimento Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP) in una lista di personaggi da colpire.

E’ stato rivendicato qualche ora dopo dai talebani il ferimento oggi di Malala Yousufzai. In una dichiarazione all’ANSA da una località sconosciuta, il portavoce del Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), Ehsanullah Ehsan, ha ammesso che “l’abbiamo attaccata perché stava sviluppando una propaganda anti-talebana ed un pensiero ‘secolare’ fra i giovani della zona”.

Malala Yousafzai, la ragazzina pachistana di 14 anni ferita oggi a colpi d’arma da fuoco dai talebani, “é in gravi condizioni” e sarà trasferita in un ospedale all’estero. Lo ha annunciato il governo della provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Per il momento non è ancora noto il Paese prescelto per cercare di riparare i danni neurologici causati dai proiettili (Ansa.it)

Rosso di Cecenia

In ricordo di Anna Politkovskaya, giornalista russa nota per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e gli abusi compiuti dalle truppe federali, assassinata il 7 ottobre 2006 a Mosca, nell’atrio della palazzina in cui viveva. Vicino al suo corpo furono trovati dalla polizia una pistola e quattro bossoli. L’omicidio è rimasto a tutt’oggi impunito.

Non sono un magistrato inquirente, sono solo una persona che descrive quello che succede a chi non può vederlo. (Anna Politkovskaya)

Rosso di Cecenia_2012©EDUALC 

Russia: Mosca vieta manifestazione in ricordo di Politkovskaya

04 OTT 2012

(AGI) – Mosca, 4 ott. – Le autorita’ di Mosca non hanno accordato il permesso di svolgere un picchetto in memoria della reporter russa Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre 2006 in un delitto di cui sono ancora sconosciuti i mandanti. A riferirlo e’ la radio Eco di Mosca, secondo la quale l’amministrazione comunale ha spiegato agli organizzatori dell’iniziativa che il prossimo 7 ottobre tutto il centro della capitale sara’ occupato da altri eventi. L’idea era svolgere la manifestazione in ricordo della giornalista in piazza Pushkin, teatro anche di alcune delle proteste anti-Putin, scoppiate lo scorso inverno. Reporter per il giornale d’opposizione Novaya Gazeta, nota per le sue posizioni critiche nei confronti del Cremlino e in particolare per la guerra in Cecenia, Anna Politkovskaya e’ stata freddata a colpi d’arma da fuoco nell’ascensore di casa in quello che e’ anche il giorno del compleanno di Vladimir Putin. La coincidenza a molti non e’ sembrata casuale. Per alcuni invece il vero mandante dell’omicidio sarebbe Ramzan Kadyrov, presidente ceceno, di cui Anna aveva denunciato le sistematiche violazioni dei diritti umani. A sei anni dalla morte della giornalista, le autorita’ hanno arrestato il presunto esecutore dell’omicidio, ma l’inchiesta deve ancora far luce sul mandante. (AGI)

Anna

Anna Politkovskaya avrebbe compiuto oggi cinquantaquattro anni.  Giornalista russa nota per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e gli abusi compiuti dalle truppe federali, fu assassinata il 7 ottobre 2006 a Mosca, nell’atrio della palazzina in cui viveva. Vicino al suo corpo furono trovati dalla polizia una pistola e quattro bossoli. L’omicidio è rimasto a tutt’oggi impunito.

Anna_2012©EDUALC

Sulcis in primis

 Sulcis in fundo, Sulcis in primis. (PIN)

Sulcis in primis_2012©EDUALC

Sulcis: protesta minatori, barricati a -400 metri

17:05 27 AGO 2012

(AGI) – Cagliari, 27 ago. – Circa ottanta minatori della Carbosulcis presidiano da ieri sera alle 22.30 la miniera di Nuraxi Figus, nel territorio di Gonnesa, nel Sulcis-Iglesiente.
Alcuni di loro sono a meno 400 metri mentre altri sono all’esterno. I lavoratori, che hanno fatto scattare il blitz alla fine dell’ultimo turno di ieri, mantengono gli impianti in sicurezza e custodiscono circa 400 chili di esplosivo. I minatori chiedono certezze sul progetto integrato per lo sfruttamento della miniera per la produzione di energia.
“Attendiamo una risposta dalla riunione de 31 agosto al Mise”, afferma Sandro Mereu della Rsu dei minatori.

REGIONE CONFERMA: VERTICE AL MINISTERO IL 31 AGOSTO

Nel frattempo l’occupazione prosegue a oltranza. “Non possiamo attendere oltre”, spiega Mereu, “la riunione di venerdi’ per noi e decisiva perche da troppo tempo riceviamo solo promesse”. Sulla vertenza e’ intervenuto anche il deputato del Pdl Mauro Pili che ha chiesto al governo di riferire alla Camera sullo stato di avanzamento del progetto. Nel frattempo, alle dieci si stamane e’ stata convocata una riunione a Cagliari all’assessorato regionale all’Industria per affrontare la vertenza cui partecipa anche una delegazione di minatori. Alle 15 e’ invece in programma l’assemblea dei lavoratori con i sindacalisti aperta agli amministratori locali. (AGI) .

Rosso platino

Una miniera di platino e piombo profonda trentaquattro morti. (PIN)

rosso platino di claudio sala 

Sudafrica: Lonmin, minatori rischiano licenziamento

13:05 19 AGO 2012

(AGI) Marikana – Lonmin, terzo produttore mondiale di Platino, ha dato un ultimatum ai lavoratori sudafricani in sciopero nella miniera di Marikana, dove il 16 agosto 34 minatori sono stati uccisi dalla polizia nel corso di una manifestazione di protesta. I dipendenti “potrebbero essere licenziati se non rispettano l’ultimatum”, ha affermato il portavoce Gillian Findlay. Poco prima i colleghi delle 34 vittime avevano fatto sapere che per ora non torneranno a lavorare nella miniera della strage. Tornare a lavorare sarebbe un insulto, dicono.
Molti colleghi sono morti, altri sono in ospedale. I minatori hanno assicurato che torneranno domani sul posto di lavoro, ma solo per continuare la protesta fino la compagnia non dara’ loro l’aumento di salario richiesto.

Il cielo sopra Taranto. Dialogo sui massimi sistemi

Dimmi con che sistema giochi e ti diro’ chi sei.  (PIN)

lva Taranto: Clini “A rischio il sistema industriale italiano”

14 AGO 2012

(AGI) – Roma, 14 ago. – Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini mette in guardia dal rischio che la vicenda Ilva, con le decisioni del Gip, creino un precedente che metta a repentaglio l’affidabilita’ dell’Italia agli occhi degli investitori stranieri. In audizione in commissione alla Camera, il ministro ha spiegato: “Il governo vuole fare chiarezza sui ruoli e sulle competenze, senno’ si rischia di creare l’incertezza sull’affidabilita’ dell’Italia nei confronti degli investimenti esteri. La situazione dell’Ilva riguarda tutto il sistema industriale italiano e l’affidabilita’ dell’Italia”.

SIA CHIARO COMPETENZA DELLA LEGGE NON DEI GIUDICI

“Va detto con estrema chiarezza che in Italia come in tutta Europa le autorita’ competenti nel dare le autorizzazioni” alle attivita’ produttive e “nel monitoraggio ambientale e sono identificate dalle leggi e dalle direttive europee e nessuna di queste, dico nessuna, attribuisce tale compito all’autorita’ giuidiziaria, questo deve essere molto chiaro perche’ senno’ si rischia di creare l’incertezza sull’affidabilita’ dell’Italia nei confronti degli investimenti esteri”, ha detto il ministro dell’Ambiente.

17 AGOSTO A TARANTO POI IL 20 RIUNIONE A ROMA

Clini ha ribadito il timing stilato dal governo: “Stiamo continuando a lavorare su questa linea, il 17 agosto ci incontreremo a Taranto con le autorita’ locali, l’impresa, la Regione e mi auguro anche con la procura della Repubblica e il 20 agosto qui a Roma ci sara’ una riunione della commissione istruttoria per concordare il calendario dei lavori, sara’ un lavoro molto complesso e mi auguro che la riunione del 17 possa risolvere le problematiche rendendo piu’ semplice l’evoluzione della situazione e la gestione delle fasi successive. Spero – ha concluso Clini – che la nuova autorizzazione sia in grado di incorporare le soluzione piu’ avanzate per rendere l’Ilva piu’ competitiva”.

OBIETTIVO GOVERNO NON E’ CONFLITTO CON MAGISTRATURA

“La Presidenza del Consiglio sta valutando se sollevare il conflitto di attribuzione, ma la finalita’ e’ chiarire i termini dei ruoli non aprire un conflitto con la magistratura”, ha assicurato Clini. Il ministro ha insistito: “Non e’ un tema riconducibile allo scontro ma a fare chiarezza sui ruoli, responsabilita’ e competenze”.

ENTRO 30 SETTEMBRE PROCEDURA RIESAME AUTORIZZAZIONE

Dopo la decisione del Gip “abbiamo avuto consultazioni con il presidente della Regione e il presidente di Ilva Ferrante, ieri Vendola ha incontrato Ferrante e la linea del governo e’ molto semplice: noi proseguiamo nella procedura per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale, che intendiamo concludere entro il 30 settembre, in tempi molto rapidi” ha detto il ministro. (AGI)

Woman and man


Talebani giustiziano una donna afgana in pubblico, il video su web

Accusata di adulterio, è stata uccisa a colpi di fucile nel villaggio di Qimchok in Afghanistan

Pubblicato il 09/07/12 da TMNews in Esteri| TAGS: roma

Roma, 9 lug. (TMNews) – Un video terribile, che mostra come i gruppi fondamentalisti islamici dettino legge persino vicino a Kabul. Sul web sono infatti filtrate le immagini dell’esecuzione di una donna afgana accusata di adulterio, giustiziata in pubblico dai talebani di fronte a una folla in un villaggio non distante dalla capitale dell’Afghanistan.

Nel filmato lungo tre minuti, un uomo con un turbante si avvicina a una donna in ginocchio e le spara cinque volte da pochi centimetri con un fucile automatico: la donna crolla a terra tra le ovazioni di un centinaio di uomini che assistevano alla scena in un villaggio nella provincia di Parwan.

“Allah ci intima di non avvicinarci all’adulterio perchè è la via sbagliata”, ha affermato un altro uomo mentre il killer si avvicinava alla vittima, “E’ un ordine di Allah che fosse giustiziata”.

Il governatore della provincia Basir Salangi ha spiegato che il video è stato girato una settimana fa nel villaggio di Qimchok, nel distretto di Shinwari, a un’ora di macchina da Kabul. (TMNews)