Il cielo sopra Taranto. Filo di piombo

Se polvere siamo, piombo non diventeremo. (Pin)

In 13 anni 386 decessi per emissioni impianto
“30 morti ogni anno, la gran parte per malattie cardiache”

Ansa.it – 27 luglio, 17:42

TARANTO – In 13 anni di osservazione, dal 1998 al 2010, “sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali (30 per anno), ovvero l’1.4% della mortalità totale, la gran parte per cause cardiache”. E’ quanto emerge dagli atti giudiziari che hanno portato al sequestro dell’Ilva di Taranto. Il dato – contenuto nel provvedimento cautelare – è stato riferito dal perito Francesco Forastiere durante la sua audizione nel corso dell’incidente probatorio.

Il perito ha spiegato che l’esame ha riguardato una coorte di 321.356 residenti nei Comuni di Taranto, Statte e Massafra. “Sono altresì attribuibili – scrive il gip riportando passaggi dell’audizione di Forastiere – 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno), 247 eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno), 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno), in gran parte nella popolazione di età pediatrica (638 casi totali, 49 per anno)”. “In conclusione – annota il gip Patrizia Todisco – l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte”. “I periti hanno più volte ribadito, nel corso dell’esame orale, come – sottolinea il gip – ‘lo stato di salute della popolazione di Taranto sia di indubbia compromissione’, e che a causa dell’inquinamento ambientale in atto ‘la situazione sanitaria di Taranto sia grave’, tenuto anche conto del confronto con la popolazione dell’intera regione Puglia”. (Ansa.it)

L’Ilva uccide: 90 morti ogni anno per l’inquinamento. Più colpiti bambini ed ex operai

(2 marzo 2012) TARANTO – Elevati casi di tumori in giovane età, 650 ricoveri per patologie cardio-respiratorie e 90 morti ogni anno, tutti riconducibili alle emissioni dell’Ilva. Sono gli allarmanti dati evidenziati dalla perizia epidemiologica consegnata ieri al gip Patrizia Todisco volta a comprendere se vi è un nesso fra l’inquinamento ambientale causato dallo stabilimento siderurgico e le malattie di cui soffrono i cittadini tarantini.
Nel documento composto da 282 pagine, gli esperti Annibale Biggeri, Maria Triassi e Francesco Forastiere hanno atteso alle principali richieste fatte dal giudice: individuare le malattie derivanti dall’esposizione di polveri e gas dell’acciaieria, oltre a fare una stima del numero dei morti e degli ammalati attribuibili all’inquinamento prodotto dagli impianti di proprietà del gruppo Riva.
Ebbene, fra il 2004 e il 2010 vi sarebbero stati mediamente 83 morti nell’arco di 12 mesi dovuti ai superamenti di polveri sottili nell’aria, mentre i ricoveri per cause cardio-respiratorie ammonterebbero a 648 all’anno. La media dei decessi, tuttavia, sale a 91 se si prendono in considerazione i quartieri Tamburi e Borgo, quelli più vicini alla fabbrica.
“L’analisi per i quartieri Borgo e Tamburi – hanno scritto i periti – mostra che, nonostante la ridotta numerosità, una forte associazione tra inquinamento dell’aria ed eventi sanitari è osservabile e documentabile solo per questa popolazione”.
Malgrado ciò, il triste record di morti e ricoveri viene attribuito al rione Paolo VI, dove si registra una percentuale maggiore rispetto alla media complessiva della città e i decessi dovuti a patologie dell’apparato respiratorio sono persino superiori al 64%.
Inoltre, un effetto statisticamente significativo per i ricoveri ospedalieri per cause respiratorie e un’elevata presenza di tumori in età pediatrica si riscontra in bambini e adolescenti fino a 14 anni di età.
Ma i più colpiti sono gli ex operai dello stabilimento che hanno prestato servizio presso l’impianto siderurgico fra gli anni ’70 e ’90, quando l’Ilva si chiamava ancora Italsider.
Le indagini svolte, infatti, hanno dimostrato un eccesso di mortalità per patologia tumorale (+11%), in particolare per tumore dello stomaco (+107), della pleura (+71%), della prostata (+50) e della vescica (+69%).
Tra le malattie non tumorali sono risultate in eccesso le malattie neurologiche (+64%) e le malattie cardiache (+14%). I lavoratori con la qualifica di impiegato hanno presentato eccessi di mortalità per tumore della pleura (+135%) e dell’encefalo (+111%).
Il quadro di compromissione dello stato di salute degli operai della industria siderurgica è confermato dall’analisi dei ricoveri ospedalieri con eccessi di ricoveri per cause tumorali, cardiovascolari e respiratorie.
La perizia sarà discussa nel corso dell’udienza prevista per il prossimo 30 marzo. Gli atti saranno poi trasmessi alla Procura che deciderà i provvedimenti da attuare. ( Il Quotidiano Italiano – Redazione di Taranto ) 

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