Archivi categoria: Ambiente e Società

Stefano e la bestia

Stefano e la bestia

Orso ‘Stefano’ trovato morto su monti Molise, ucciso a fucilate

16:09 08 LUG 2013

(AGI) – Pescasseroli (L’Aquila), 8 lug. – L’Orso “Stefano”, trovato morto ieri sul Monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, recuperato e portato questa mattina all’universita’ di Teramo e all’Istituto Zooprofilattico per accertarne le cause della morte, “e’ stato brutalmente assassinato a colpi di fucile da criminali”. Lo afferma l’Ente in una nota. All’esame radiografico, eseguito al dipartimento di Scienze biomediche della Facolta’ di veterinaria dell’universita’ di Teramo, infatti, si e’ rilevata la presenza di una pallottola che ha raggiunto la testa dell’orso dalla regione sopraorbitale, provocandone, molto verosimilmente, la morte. Un’altra pallottola ha raggiunto l’omero destro dell’animale, mentre una terza, caricata a pallini, e’ stata rinvenuta sul corpo dell’animale: una vera e propria esecuzione, che ad una prima ricostruzione fa supporre l’utilizzo di diversi tipi di fucili, quindi l’intervento di diversi bracconieri. Queste le prime risultanze emerse dalle radiografie, che – dice sempre l’Ente Parco – ci restituiscono la brutalita’ dell’esecuzione di uno dei 60 orsi marsicani che ancora costituiscono la popolazione di questo splendido e rarissimo plantigrado. Un danno enorme, quindi, inferto alla natura, che va anche contro gli interessi delle stesse popolazioni del Parco che chiedono la conservazione rigida di questo animale, che e’ anche fonte di ricchezza poiche’ induce un flusso turistico di notevole importanza economica. Nei prossimi giorni l’Ente Parco provvedera’ a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica di Isernia, competente per territorio, perche’ si avviino le indagini per arrivare alla scoperta dei colpevoli. L’Ente Parco si riserva di fornire, nei prossimi giorni, altre importanti evidenze che dovessero manifestarsi dalla necroscopia dell’orso che verra’ eseguita nel pomeriggio presso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. (AGI)

A proposito di orsi e orsetti, ricordate l’orso Knut, beniamino superstar dello zoo di Berlino?

Hic et nunc

Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013).

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Margherita Hack: nella sua casa 24 mila libri

14:42 29 GIU 2013

(AGI) – Trieste, 29 giu. – Con il cane e i gatti, nella casa a due piani dove Margherita Hack e suo marito Aldo vivevano insieme, c’e’ una immensa biblioteca composta di 24 mila libri.
Volumi che probabilmente, come sembra fosse sua volonta’, saranno donati alla citta’ di Trieste. Amante della bicicletta, da tempo non poteva piu’ pedalare. Una polemica ci fu nell’aprile 2012 quando un medico triestino si rifiuto’ di rilasciarle il certificato di abilitazione di rinnovo della patente. Lei parlo’ di pregiudizi e comincio’ una battaglia personale per continuare a guidare la sua Panda. In questi ultimi giorni, vicino alla Hack ci sono stati anche don Pierluigi Dipiazza e don Mario Vatta, da sempre impegnati socialmente e culturalmente. (AGI) .

Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso. (Margherita Hack)

La spiritualità, per uno come me che non crede a Dio, all’anima, all’aldilà, sta nella capacità di amare e comprendere gli altri − uomini e animali − “di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. (Margherita Hack)

Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. (Margherita Hack)

Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devon considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. (Margherita Hack)

Earth for Sale

Terra in vendita a un prezzo bomba. (PIN)

Earth For Sale

Onu: assemblea generale approva trattato controllo armi convenzionali

New York, 2 apr. (Adnkronos/Dpa) – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato con 154 voti a favore, il voto contrario di Corea del Nord, Siria e Iran e l’astensione di 23 paesi – tra cui Russia, Cina, India, Sudan e Indonesia – il primo Trattato internazionale sul controllo delle armi convenzionali o ‘Arms Trade Treaty’. Il trattato – che dovra’ ora essere ratificato da ogni stato membro – vieta le esportazioni di armi convenzionali in violazione di embargo cosi’ come di armi che potrebbero essere usate per atti di genocidio, crimini contro l’umanita’, crimini di guerra o terrorismo. (Adnkronos/Dpa)

Il cielo sopra Taranto. Galileiano

Il Cielo sopra Taranto_Galileiano

Ilva: governo pone questione fiducia su decreto in Aula Camera

18 Dicembre 2012 – 16:12

(ASCA) – Roma, 18 dic – Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto Ilva ”recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale” nel testo approvato dalle commissioni. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

Il provvedimento consente la prosecuzione della produzione dopo il sequestro dello stabilimento da parte della magistratura in modo che l’Ilva possa procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini stabiliti dell’autorizzazione integrata ambientale. (Asca)

PUK-Terra terra

 

 Puk-terra terra_2012©EDUALC

La Regione boccia il PGT di Voghera. E’ sovradimensionato e sottrae troppo terreno all’agricoltura.

 VOGHERA, 24 nov 2012 – (VogheraNews)- La Regione ha bocciato il Pgt di Voghera. Il Pirellone ha sollevato una serie di obiezioni che mettono sotto accusa il documento varato recentemente dal consiglio comunale (ma non ancora entrato in vigore). La Regione nei fatti striglia il Comune per aver fatto un Piano di governo del territorio non conforme a quello regionale.
Alla base delle critiche c’è il sovradimensionamento del documento relativamente alla crescita demografica della città e soprattutto circa la quantità (eccessiva) del suolo destinato alla costruzione di case e all’insediamento di industrie.
Nodo particolare è quello dei terreni agricoli, riferendosi ai quali la Regione dice: “La quasi totalità delle nuove previsioni interessano non solo aree libere ma aree attualmente agricole, localizzate all’interno del corridoio della rete ecologica regionale”.
Quanto poi agli insediamenti industriali, la Regione sancisce che “la quasi totalità sconta localizzazioni incoerenti”, inoltre spiega che le “stesse non risultano adeguatamente giustificate”.
In conclusione la Regione invita l’Amministrazione iriense “a una riflessione sulle proposte insediative che impegnano suolo libero”, e suggerisce al Comune “di assumere un piano di attuazione capace di promuovere una scelta conservativa, che tenga conto della scarsità della risorsa suolo”. (Voghera News)

 

Genius Loci

L’uomo e/è la bestia. (PIN)

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Imola: giraffa in fuga muore dopo essere stata addormentata

18:54 21 SET 2012

(AGI) – Imola (Bo), 21 set. – Non ce l’ha fatta a sopravvivere la giraffa scappata dal circo, protagonista di una ‘folle cavalcata’ tra le vie del centro di Imola. E’ morta nel pomeriggio nel circo Rinaldo Orfei dove era stata riportata dopo essere stata addormentata con un paio di siringhe di anestetico ‘sparate’ da un fucile a narcotico. Per accertare le cause della morte, sul corpo dell’animale, verra’ eseguita con ogni probabilita’ l’autopsia. In mattinata, il grosso mammifero, un cucciolo maschio alto 5 metri dal peso di 920 chilogrammi, sotto gli occhi dei cittadini increduli, aveva scorrazzato per le strade cittadine provocando anche danni ad alcune auto con i colpi degli zoccoli. Finita la corsa in un recinto dello stabilimento di una cooperativa era stata sedata e poi trasportata nuovamente al circo. (AGI) .

Il Cielo sopra Taranto. Il Grande Silenzio

ILVA: il silenzio era d’acciaio temprato. (PIN)

E tu non lo sai | che il silenzio cresce come un cancro…
You do not know | Silence like a cancer grows… (da The Sound of Silence di Simon and Garfunkel)

Il Grande Silenzio_2012©EDUALC 

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Il cielo sopra Taranto. Dialogo sui massimi sistemi

Dimmi con che sistema giochi e ti diro’ chi sei.  (PIN)

lva Taranto: Clini “A rischio il sistema industriale italiano”

14 AGO 2012

(AGI) – Roma, 14 ago. – Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini mette in guardia dal rischio che la vicenda Ilva, con le decisioni del Gip, creino un precedente che metta a repentaglio l’affidabilita’ dell’Italia agli occhi degli investitori stranieri. In audizione in commissione alla Camera, il ministro ha spiegato: “Il governo vuole fare chiarezza sui ruoli e sulle competenze, senno’ si rischia di creare l’incertezza sull’affidabilita’ dell’Italia nei confronti degli investimenti esteri. La situazione dell’Ilva riguarda tutto il sistema industriale italiano e l’affidabilita’ dell’Italia”.

SIA CHIARO COMPETENZA DELLA LEGGE NON DEI GIUDICI

“Va detto con estrema chiarezza che in Italia come in tutta Europa le autorita’ competenti nel dare le autorizzazioni” alle attivita’ produttive e “nel monitoraggio ambientale e sono identificate dalle leggi e dalle direttive europee e nessuna di queste, dico nessuna, attribuisce tale compito all’autorita’ giuidiziaria, questo deve essere molto chiaro perche’ senno’ si rischia di creare l’incertezza sull’affidabilita’ dell’Italia nei confronti degli investimenti esteri”, ha detto il ministro dell’Ambiente.

17 AGOSTO A TARANTO POI IL 20 RIUNIONE A ROMA

Clini ha ribadito il timing stilato dal governo: “Stiamo continuando a lavorare su questa linea, il 17 agosto ci incontreremo a Taranto con le autorita’ locali, l’impresa, la Regione e mi auguro anche con la procura della Repubblica e il 20 agosto qui a Roma ci sara’ una riunione della commissione istruttoria per concordare il calendario dei lavori, sara’ un lavoro molto complesso e mi auguro che la riunione del 17 possa risolvere le problematiche rendendo piu’ semplice l’evoluzione della situazione e la gestione delle fasi successive. Spero – ha concluso Clini – che la nuova autorizzazione sia in grado di incorporare le soluzione piu’ avanzate per rendere l’Ilva piu’ competitiva”.

OBIETTIVO GOVERNO NON E’ CONFLITTO CON MAGISTRATURA

“La Presidenza del Consiglio sta valutando se sollevare il conflitto di attribuzione, ma la finalita’ e’ chiarire i termini dei ruoli non aprire un conflitto con la magistratura”, ha assicurato Clini. Il ministro ha insistito: “Non e’ un tema riconducibile allo scontro ma a fare chiarezza sui ruoli, responsabilita’ e competenze”.

ENTRO 30 SETTEMBRE PROCEDURA RIESAME AUTORIZZAZIONE

Dopo la decisione del Gip “abbiamo avuto consultazioni con il presidente della Regione e il presidente di Ilva Ferrante, ieri Vendola ha incontrato Ferrante e la linea del governo e’ molto semplice: noi proseguiamo nella procedura per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale, che intendiamo concludere entro il 30 settembre, in tempi molto rapidi” ha detto il ministro. (AGI)

Il cielo sopra Taranto. Goccia a goccia

Ilva: tafferugli corteo di Taranto; Clini, “in Cdm richiesta di decreto legge”

13:53 02 AGO 2012

(AGI) – Bari, 2 ago. – “Il ministro Clini, in accordo con il ministro Passera, si e’ dichiarato favorevole e disponibile a sottoporre all’attenzione del Consiglio dei ministri di domani”, la richiesta unitaria di un decreto legge su Taranto, “che consenta di accelerare la realizzazione degli interventi previsti in materia di bonifica e di ambientalizzazione all’interno del protocollo d’intesa”. L’annuncio e’ stato fatto a conclusione del primo incontro tenutosi alla regione Puglia sulla vicenda dell’Ilva con il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e i rappresentanti degli enti locali. Al vertice era presente anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti. A breve iniziera’ il confronto con il Presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e nel primo pomeriggio quello con i sindacati.
Tensione e scontri a Taranto durante la manifestazione degli operai. Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, e’ stato costretto a interrompere il suo intervento dal palco a causa della protesta degli aderenti ai Cobas che hanno lanciato fumogeni. Le forze dell’ordine stanno intervenendo, mentre alcuni dei contestatori sono saliti sul palco scandendo slogan come “La rovina dell’Italia siete voi”. La manifestazione e’ stata interrotta e i vertici sindacali hanno lasciato il palco.
I leader sindacali nazionali hanno lasciato piazza della Vittoria scortati dalla polizia. “E’ incredibile ed assurdo quello che e’ avvenuto – hanno commentato i deputati Ludovico Vito (Pd) e Stefano Saglia (Pdl)- si e’ consentito che un camioncino entrasse nella piazza ed arrivasse sin sotto il palco. Questo e’ assurdo. La responsabilita’ dell’ordine pubblico non spettava al servizio d’ordine del sindacato ma alle forze di polizia”. E’ chiaro che e’ stata rubata la piazza ai lavoratori: questo il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, all’interruzione del comizio dei leader Cgil, Cisl e Uil, ad opera di un folto gruppo di contestatori.

“E’ chiaro – ha detto Camusso – che in una vertenza cosi’ complicata tra i lavoratori possono emergere opinioni diverse”.
“Le contestazioni alla manifestazione per l’Ilva sono frutto di un gruppo minoritario che ha scelto di far vedere che esiste, cercando di far diventare altri lavoratori come loro controparte”. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commentando le contestazioni alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil per la vertenza Ilva. “Oggi abbiamo fatto questa manifestazione per chiedere che l’Ilva faccia la sua parte mettendo in campo gli investimenti necessari che si apra un percorso vero con Governo e Istituzioni per arrivare ad un processo di risanamento dell’Ilva e di Taranto”. “E’ fallito il tentativo di oscurare la manifestazione: chi ha organizzato questo blitz violento e’ contro i lavoratori dell’Ilva e non vuole il futuro di Taranto”. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando le dure contestazioni alla manifestazione per l’Ilva di Taranto alla quale ha partecipato con i segretari generali di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti. “E’ solo una forma di protesta violenta, figlia dell’estremismo e forse anche di infiltrazioni di mercenari. Si dovrebbero vergognare – ha sottolineato Bonanni – perche’ in piazza c’erano migliaia di lavoratori pacifici con le loro famiglie. Ma la piazza vera – ha aggiunto – era tutta con noi, questo e’ quello che conta. (AGI)

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Il cielo sopra Taranto. Filo di piombo

Se polvere siamo, piombo non diventeremo. (Pin)

In 13 anni 386 decessi per emissioni impianto
“30 morti ogni anno, la gran parte per malattie cardiache”

Ansa.it – 27 luglio, 17:42

TARANTO – In 13 anni di osservazione, dal 1998 al 2010, “sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali (30 per anno), ovvero l’1.4% della mortalità totale, la gran parte per cause cardiache”. E’ quanto emerge dagli atti giudiziari che hanno portato al sequestro dell’Ilva di Taranto. Il dato – contenuto nel provvedimento cautelare – è stato riferito dal perito Francesco Forastiere durante la sua audizione nel corso dell’incidente probatorio.

Il perito ha spiegato che l’esame ha riguardato una coorte di 321.356 residenti nei Comuni di Taranto, Statte e Massafra. “Sono altresì attribuibili – scrive il gip riportando passaggi dell’audizione di Forastiere – 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno), 247 eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno), 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno), in gran parte nella popolazione di età pediatrica (638 casi totali, 49 per anno)”. “In conclusione – annota il gip Patrizia Todisco – l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte”. “I periti hanno più volte ribadito, nel corso dell’esame orale, come – sottolinea il gip – ‘lo stato di salute della popolazione di Taranto sia di indubbia compromissione’, e che a causa dell’inquinamento ambientale in atto ‘la situazione sanitaria di Taranto sia grave’, tenuto anche conto del confronto con la popolazione dell’intera regione Puglia”. (Ansa.it)

L’Ilva uccide: 90 morti ogni anno per l’inquinamento. Più colpiti bambini ed ex operai

(2 marzo 2012) TARANTO – Elevati casi di tumori in giovane età, 650 ricoveri per patologie cardio-respiratorie e 90 morti ogni anno, tutti riconducibili alle emissioni dell’Ilva. Sono gli allarmanti dati evidenziati dalla perizia epidemiologica consegnata ieri al gip Patrizia Todisco volta a comprendere se vi è un nesso fra l’inquinamento ambientale causato dallo stabilimento siderurgico e le malattie di cui soffrono i cittadini tarantini.
Nel documento composto da 282 pagine, gli esperti Annibale Biggeri, Maria Triassi e Francesco Forastiere hanno atteso alle principali richieste fatte dal giudice: individuare le malattie derivanti dall’esposizione di polveri e gas dell’acciaieria, oltre a fare una stima del numero dei morti e degli ammalati attribuibili all’inquinamento prodotto dagli impianti di proprietà del gruppo Riva.
Ebbene, fra il 2004 e il 2010 vi sarebbero stati mediamente 83 morti nell’arco di 12 mesi dovuti ai superamenti di polveri sottili nell’aria, mentre i ricoveri per cause cardio-respiratorie ammonterebbero a 648 all’anno. La media dei decessi, tuttavia, sale a 91 se si prendono in considerazione i quartieri Tamburi e Borgo, quelli più vicini alla fabbrica.
“L’analisi per i quartieri Borgo e Tamburi – hanno scritto i periti – mostra che, nonostante la ridotta numerosità, una forte associazione tra inquinamento dell’aria ed eventi sanitari è osservabile e documentabile solo per questa popolazione”.
Malgrado ciò, il triste record di morti e ricoveri viene attribuito al rione Paolo VI, dove si registra una percentuale maggiore rispetto alla media complessiva della città e i decessi dovuti a patologie dell’apparato respiratorio sono persino superiori al 64%.
Inoltre, un effetto statisticamente significativo per i ricoveri ospedalieri per cause respiratorie e un’elevata presenza di tumori in età pediatrica si riscontra in bambini e adolescenti fino a 14 anni di età.
Ma i più colpiti sono gli ex operai dello stabilimento che hanno prestato servizio presso l’impianto siderurgico fra gli anni ’70 e ’90, quando l’Ilva si chiamava ancora Italsider.
Le indagini svolte, infatti, hanno dimostrato un eccesso di mortalità per patologia tumorale (+11%), in particolare per tumore dello stomaco (+107), della pleura (+71%), della prostata (+50) e della vescica (+69%).
Tra le malattie non tumorali sono risultate in eccesso le malattie neurologiche (+64%) e le malattie cardiache (+14%). I lavoratori con la qualifica di impiegato hanno presentato eccessi di mortalità per tumore della pleura (+135%) e dell’encefalo (+111%).
Il quadro di compromissione dello stato di salute degli operai della industria siderurgica è confermato dall’analisi dei ricoveri ospedalieri con eccessi di ricoveri per cause tumorali, cardiovascolari e respiratorie.
La perizia sarà discussa nel corso dell’udienza prevista per il prossimo 30 marzo. Gli atti saranno poi trasmessi alla Procura che deciderà i provvedimenti da attuare. ( Il Quotidiano Italiano – Redazione di Taranto ) 

Il cielo sopra Taranto

 

Ilva: sequestrato impianto, 8 arresti
Stop 6 reparti, operai in corteo. Clini, interventi per 336 mln
26 luglio, 17:52

(ANSA) – ROMA, 26 LUG – Il Gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha firmato il sequestro, senza facoltà d’uso, di 6 reparti dell’Ilva e disposto gli arresti domiciliari per otto indagati, tra dirigenti ed ex dirigenti dello stabilimento siderurgico. Come si è diffusa la voce del sequestro, 8mila lavoratori hanno bloccato le strade e hanno sfilato per le vie di Taranto. “Per gli interventi urgenti di riqualificazione ambientale – ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – ci saranno 336 milioni”.

Ilva di Taranto, piombo nelle urine e aumento del rischio di tumori
25 luglio 2012

(Nanopress) Si continua ad analizzare la situazione dell’Ilva di Taranto. Lo stabilimento è a rischio sequestro e l’ipotesi degli inquirenti è quella di disastro ambientale. I periti infatti parlano di un aumento notevole del rischio di tumori per i cittadini. Inoltre una ricerca presentata da Peacelink a Oxford parla delle analisi effettuate agli abitanti di Taranto relativamente alla presenza elevata di piombo nelle urine.  (Nanopress )

Fibronit all’ultimo respiro.

Fibronit di Broni. 370 morti.  Il processo si terrà a porte  chiuse. Non sentire, non vedere,  non parlare.  Solo respirare. (PIN)

 

VOGHERA 16/04/2012: Amianto. Parte questa mattina il Maxi processo sul caso Fibronit


16 aprile 2012
Postato in: Notizie del giorno, Oltrepo, Pavia, Voghera

VOGHERA – Parte oggi a Voghera il processo del “Secolo” per la provincia di Pavia. Parte oggi il processo alla proprietà della ex-Fibronit di Broni: l’industria che dal 1932 fino al 1994 ha prodotto milioni di tonnellate di amianto e che in questo lungo arco di tempo hanno causato enormi danni sanitari e ambientali. Data l’enormità dell’evento (nella ex Fibronit hanno lavorato generazioni di operai, in tutto oltre 3500 persone, e vi sono stati registrati decine e decine di casi di tumore al polmone correlati con l’amianto) il processo per motivi logistici si svolge non in Tribunale ma nella sala congressi della piscina Comunale (foto). Le autorità di pubblica sicurezza si aspettano infatti l’arrivo di almeno 1.500 persone.

Il processo vede imputate 10 persone da Maurizio Modena, ex direttore aziendale della Fibronit a Dino Stringa, ex amministratore delegato dello stabilimento; a Teodoro Manara, a Michele Cardinale a Lorenzo Mo, a Claudio Dal Pozzo, a Giovanni Boccini, a Guglielma Capello, a Domenico Salvino a Alvaro Galvani.

Le accuse nei confronti degli imputati sono di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose; disastro doloso e omissione dolosa delle norme antinfortunistiche. Numerose i soggetti che si vogliono costituire parti lese, non soltanto i familiari dei morti per amianto (374), i malati (circa 200), ma anche il Comune di Broni, la Provincia, la Regione, l’Avvocatura dello Stato, le associazioni come l’Avani e Legambiente.

Il processo si terrà a porte chiuse. (da Voghera News)

Autostrada Broni-Mortara

Autostrada Broni-Mortara: una risaia vi seppellirà.  PIN

 

L’ autostrada Broni-Mortara sfregio nella terra del riso
Cresce il fronte del no: «Opera inutile e dannosa» . Finanziamento La costruzione (costo un miliardo) avverrà in «project financing» con fondi delle banche

21 marzo 2012 – Corriere della Sera – articolo di Corvi Luigi

PAVIA – Non sarà la Tav della Lomellina questa ferita profonda che da Est a Ovest taglia (per ora solo sulla carta) la terra del riso, attraversando l’ area protetta del Parco del Ticino. (continua)

Autostrada Broni-Mortara. Legambiente propone un tracciato alternativo

 30 marzo 2012

Postato in: Lomellina, Notizie del giorno, Oltrepo, Pavia, Vigevano, Voghera

PAVIA – Continua il braccio di ferro sull’Autostrada Broni-Mortara. Dopo 9 anni dall’inizio della discussione sembrava si fosse arrivati alla partenza dei lavori ma le voci discordati sulla maxi opera si sono moltiplicate fino a far dire alla Regione “se il territorio non la vuole l’autostrada non si farà”. Tra i fautori di questo progressivo allontanamento di molti dal progetto è Legambiente, che però  dopo essere passata attraverso dure proteste, concordando sulla necessità di migliorare la viabilità  provinciale, ora passa alle proposte.

“Legambiente – scrive l’associazione – chiede che la Provincia, i Comuni, le associazioni di categoria e l’opinione pubblica impongano un ripensamento su quest’opera. Ma non basta, perché siamo consapevoli dei disagi viabilistici della nostra provincia, della situazione ormai al collasso tra l’Oltrepo e Pavia, conosciamo bene la situazione di inquinamento a Tre Re, San Martino, nella stessa Pavia e in altre realtà critiche”.

Da qui l’idea di riportare all’attenzione generale il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), la quale conteneva una possibile alternativa già concordata nel 2001 dalla Provincia con i Comuni, e che prevedeva la riqualificazione della statale dei Cairoli ed una serie di interventi fra cui la creazione di una strada alternativa alla sp 35 (“Gia questa proposta è di gran lunga più accettabile e sostenibile del progetto di autostrada, commenta Gianluigi Vecchi, Coordinatore Legambiente Provincia di Pavia).

Legambiente chiede di “Aprire un Tavolo Istituzionale sulla Mobilità Provinciale, ricercando la partecipazione di tutte le realtà, Regione, Provincia, Comuni, Associazioni di Categoria, Associazioni Ambientaliste, rappresentanti dei cittadini” e domanda “una valutazione dei flussi di traffico e delle criticità di viabilità a livello provinciale”.

Piazza No Tav An Men

Piazza No Tav An Men

Corteo No-Tav a Torino, lo aprono carriole con ‘macerie’

 (Ansa) TORINO – Sei carriole contenenti le ‘macerie’ degli scontri della scorsa estate in Val Susa, come tronchi d’albero, involucri di lacrimogeni, mattoni e filo spinato, aprono il corteo del movimento No Tav che sta attraversando il centro della città di Torino. Dietro le carriole c’é uno striscione con la scritta ‘No Tav una garanzia per il futuro”. Alla manifestazione partecipano al momento alcune centinaia di persone, che sfilano sotto la pioggia e scandiscono slogan contro il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, e contro gli arresti fatti dalla Polizia nei giorni scorsi. “Nonostante la pioggia, ancora una volta siamo tantissimi”, ha detto lo speaker del corteo pochi minuti dopo la partenza. “Lo diciamo al Procuratore antimafia che – ha aggiunto parlando dietro uno striscione con la scritta “Il No Tav non s’arresta” – si è schierato dalla parte dei mafiosi e ha incarcerato 32 di noi”, riferendo un numero di persone arrestate diverso da quello di 26, che risulta dall’inchiesta. “Li vogliamo liberi, liberi tutti, liberi subito”, ha proseguito lo speaker. “Siamo contro questa operazione di Polizia che è stata chirurgica per cercar di dividere e sminuire il nostro movimento”, ha commentato Alberto Perino, leader storico del Movimento No Tav.

(Ansa 28 gennaio 2012)