Archivio mensile:aprile 2015

O partigiano, portami via 2

Secolo breve, Resistenza lunga. (Pin) 

   

O partigiano, portami via

E le stelle stanno a guardare

19 aprile 2015. Barcone sprofonda nel solito mare, Europa nella solita inerzia. (PIN)

E le stelle stanno a guardare

Naufragio migranti. Schulz. “L‘Europa può fare di più e l‘Europa deve fare di più”. È ora di cambiare”

Agenpress – “Quante altre persone dovranno affogare prima che si agisca in Europa?”. A parlare è il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, commentando la nuova tragedia di migranti morti in mare si chiede. “Quante volte vogliamo esprimere il nostro sgomento, per poi tornare alla nostra routine quotidiana?”. Per il presidente dell‘Europarlamento, “le parole di dolore non sono sufficienti. Non possiamo continuare così. Ogni giorno ci sediamo a guardare persone mettersi nelle mani di trafficanti criminali e disumani e morire nel loro cammino verso l‘Europa, caricandoci di sempre maggiore responsabilità”.

“L‘Europa – il monito di Schulz – può fare di più e l‘Europa deve fare di più. È una vergogna e un‘ammissione di fallimento come molti Paesi sfuggano alle loro responsabilità e quanto poco denaro venga destinato alle missioni di salvataggio”.

Di importanza cruciale la cooperazione con le autorità nel Mediterraneo e “la creazione di un governo di unità nazionale in Libia”. È ora, conclude, di “cambiare finalmente le nostre politiche su rifugiati e migrazione. Senza un vero approccio comune europeo basato sulla solidarietà, che offra alle persone l‘opportunità di venire in Europa legalmente e ponga la speranza al posto della disperazione, la prossima tragedia è solo questione di tempo”. (AgenPress.it)

Lampedusa: Schulz, macchia su coscienza di europei

di Chiara Teofili – 03 Ottobre 2014

Il naufragio del 3 ottobre 2013 è una “macchia sulla nostra coscienza di europei”. A dirlo è il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che, a un anno di distanza dal tragico incidente in cui morirono 366 migranti, ha incontrato a Lampedusa superstiti e parenti delle vittime.

“Lampedusa – ha detto il presidente del Pe Martin Schulz – è diventata il simbolo della tragedia, ma anche della solidarietà umana”. Una solidarietà dimostrata, al momento del naufragio, dai pescatori siciliani che si sono attivati per “salvare vite umane” e che oggi Schulz ha definito ‘i suoi eroi’.

Per contrastare l’emergenza migratoria, ha aggiunto poi Schulz, “serve una partecipazione di tutti gli stati europei nella ripartizione dei rifugiati”. In merito, sempre a Lampedusa, Schulz si era già espresso ieri sera definendosi “non d’accordo con chi dice che l’Italia non fa niente. L’Italia fa molto mentre l’Europa fa poco”. In Europa bisogna non solo migliorare la ripartizione dei profughi ma anche dare loro la possibilità di lavorare, aveva aggiunto Schulz definendo la questione “nota ma di difficile realizzazione” a causa delle “forti opposizioni politiche”. (Chiara Teofili – EurActiv.it)

Il cinque maggio

Essa fu.

5 maggio

Scuola: il 5 maggio sciopero generale contro la riforma

12:40 18 APR 2015

(AGI) – Roma, 18 apr. – Martedi’ 5 maggio sciopero generale della scuola contro la riforma proposta dal governo Renzi. Lo ha annunciato il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, durante la manifestazione in corso a piazza SS.Apostoli a Roma. Allo sciopero aderiranno organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. “Questa e’ la prima mobilitazione dopo il Ddl varato dal governo e credo che unitariamente bisogna decidere di proseguire anche con lo sciopero generale” ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, presente alla manifestazione .

Notte armena

«Sai cosa disse Hitler ai suoi generali per convincerli che il suo piano non poteva suscitare obiezioni? “Qualcuno al mondo si è accorto dello sterminio degli Armeni ?”» (dal film di Atom Egoyan uscito nel 2002, Ararat – il monte dell’Arca)

Notte armena

Da Europarlamento sì a risoluzione sul genocidio armeno: “Turchia faccia conti col passato”

Adnkronos-articolo pubblicato il  15/04/2015

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul genocidio armeno per ricordare i cento anni della tragedia. Il documento è stato approvato a larga maggioranza. Nella risoluzione approvata dall’Europarlamento, riunito in sessione plenaria a Bruxelles, si sottolinea che quello compiuto fra il 1915 e il 1917 nell’Impero ottomano ai danni degli armeni è un “genocidio” e si chiede che Ankara “rispetti i propri impegni sulla tutela del patrimonio culturale”, “apra i propri archivi per fare i conti col passato”. Inoltre si auspica che Turchia e Armenia “normalizzino le proprie relazioni”.

Il documento è stato presentato in vista della commemorazione del centenario del genocidio degli armeni, il 24 aprile, e cade pochi giorni le parole di papa Francesco, che hanno scatenato la dura reazione del governo turco. L’Aula ha approvato anche un emendamento al testo che “elogia” il messaggio del pontefice. L’Europarlamento, si sottolinea nel documento, “rende omaggio alla memoria del milione e mezzo di innocenti vittime armene che morirono sotto l’Impero ottomano e prende parte alla commemorazione del centenario del genocidio armeno in uno spirito europeo di solidarietà e di giustizia”.

Gli eurodeputati invitano la Turchia a “rispettare e attuare tutti gli obblighi a cui si è impegnata a tutela del patrimonio culturale e, in particolare, a condurre in buona fede un inventario completo del patrimonio culturale armeno, e di altri, distrutto o danneggiato nel secolo scorso”. Il Parlamento europeo, nella risoluzione approvata a Bruxelles, “accoglie con favore” le dichiarazioni del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e del premier, Ahmet Davutoglu, “in cui si offrono le condoglianze e si riconoscono le atrocità contro gli armeni ottomani”, definendole “un passo nella giusta direzione”. Gli eurodeputati incoraggiano inoltre “a utilizzare la commemorazione dei cento anni del genocidio armeno come un’importante opportunità per la Turchia di proseguire i propri sforzi, tra cui l’apertura degli archivi” e “fare i conti con il proprio passato, riconoscendo il genocidio armeno e aprendo la strada a una genuina riconciliazione tra i popoli turco e armeno”. Il Parlamento europeo infine esorta la Turchia e l’Armenia a “procedere a una normalizzazione delle loro relazioni, ratificando e attuando i protocolli relativi all’instaurazione di relazioni diplomatiche, aprendo i confini e migliorando attivamente le loro relazioni, con particolare riferimento alla cooperazione transfrontaliera e all’integrazione economica”.