Archivio mensile:novembre 2011

Un’altra Primavera

E’ del tutto evidente che c’è Primavera e primavera. (PIN)

Siria: 36 morti in svariate zone del paese. Tra questi sei bambini.     

E’ il frutto della repressione per mano delle forze di sicurezza nei confronti degli oppositori al regime

(Peace Reporter del 23/11/2011)

È salito ad almeno 36 morti, tra i quali sei bambini, il bilancio delle persone uccise ieri in molte zone della Siria. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locale in Siria.

Sul loro sito web, gli attivisti precisano che 13 persone sono state uccise a Homs, nella Siria centrale, sette aHama, sempre nel centro del Paese, altrettante aDaraa, nel sud (dove a metà marzo sono iniziate le proteste antigovernative), sei a Idlib, nel nordovest, e tre a Dayr az-Zor, nell’est.

Sono tutte vittime della repressione scattata ieri, conperquisizioni e la caccia ai militanti anti-regime da parte delle forze di sicurezza siriane. Eliminati anche cinque militari disertori. (da Peace Reporter, 23 11 2011)

Tutte le mie immagini sulla rivolta Siriana.

ULTIMA CENAV

 Evadere il fisco? Italians do it better. (Pin)

Appalti Enav: Gip, risorse extrabilancio per pagare tangenti.

13:54 19 novembre 2011

(AGI) – Roma, 19 nov. – Guido Pugliesi, Manlio Fiore e Marco Iannilli sono stati arrestati perche’ protagonisti di un sistema “che realizza frodi fiscali per acquisire risorse extracontabili per pagare tangenti, ponendone il costo a carico dello Stato facendole divenire costi deducibili ed eroga utilita’ non solo per ottenere l’assegnazione di lavori di imponente valore, ma per viziare le procedure interne di verifica della congruita’ dei prezzi dei lavori commissionati”. Lo scrive il gip Anna Maria Fattori nell’ordinanza cautelare sollecitata dal pm Paolo Ielo, che indaga sugli appalti Enav. “Si tratta di un sistema – prosegue il gip – che, attraverso infedelta’ gestionali (pagamento di fatture prima della prestazione in oggetto, falsificazione delle procedure di verifica di congruita’ dei prezzi), si adopera per accrescere il valore delle stesse prestazioni dei vertici apicali di societa’ a totale partecipazione statale o dallo Stato controllate, aumentando quindi passivita’ di bilanci il cui andamento e’ di interesse per l’economia nazionale”. Per il giudice e’ concreto il rischio che il reato contestato agli indagati possa ripetersi: “Le circostanze in cui le condotte si sono consumate ed il movente che le determino’ – spiega il gip Fattori – rivelano, da un canto, una particolare gravita’ dei fatti, dall’altro un consistente rischio di reiterazione quale derivato dall’essere l’azione inserita in un Sistema dal quale gli indagati, che concorrono a realizzarlo, traggono ingentissimi profitti ai quali conformano stili e tenori di vita”.   (Agi.it – 19 novembre 2011)

Il buio oltre le sbarre

Carceri/ 58 suicidi nel 2011, uno ogni 5 giorni. In tutto 164 morti

Gli ultimi due a Napoli e Reggio Emilia, erano malati di mente.

Roma, 14 nov. (TMNews) – Con gli ultimi due suicidi avvenuti a Napoli e Reggio Emilia sale a 58 il bilancio dei detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri italiane nel 2011, una media di un suicidio ogni 5 giorni, mentre sono in totale 164 ad oggi i decessi. Sabato scorso due detenuti si sono suicidati. Erano uomini con gravi problemi psichici. Il primo era stato protagonista, il giorno prima, di una vera e propria notte di follia seminando il terrore in diverse abitazioni ed accoltellando, nel tentativo di ucciderle, la compagna, la madre, la sorella e una vicina. I carabinieri – racconta Riccardo Polidoro, presidente dei ‘Il Carcere Possibile Onlus’ -lo hanno trovano chiuso in bagno con un grosso coltello. Si è impiccato nella casa circondariale di Poggioreale, riuscendo a fare un cappio con la coperta.

Il secondo era stato condannato, due settimane fa, a 20 anni di reclusione e 5 anni di cura in ospedale psichiatrico giudiziario, per aver ucciso con una pistola e un fucile a pompa, il 25 aprile, l’ex moglie, una vicina di casa e un conoscente. Si è impiccato nell’Opg di Reggio Emilia. “Due storie simili – spiega Polidoro – che hanno in comune anche l’assoluta incapacità del sistema penitenziario di garantire il necessario controllo in situazioni di accertata pericolosità. Se si consente ad una persona reclusa, a 24 ore da folli gesti, di togliersi la vita vuol dire che ormai lo stato di abbandono è totale”.

“Per la sopravvivenza dei detenuti, cioè per il cibo, oggi vengono spesi 3,95 euro al giorno, mentre per il trattamento 11 centesimi. Cifre – aggiunge – che non hanno bisogno di commenti e che lasciano comprendere come quello ‘stato di emergenza’ proclamato dal Consiglio dei Ministri il 29 marzo 2010 e poi prorogato per tutti il 2011, debba essere davvero affrontato, senza più alcun rinvio, con interventi concreti”. (TMNews, 14 novembre 2011)

Madre e Figlia

 

Afghanistan: lapidate due donne, madre e figlia, per deviazione morale e adulterio.

Mentre aumenta il bilancio delle vittime tra i soldati stranieri, continuano le esecuzioni delle donne da parte dei talebani

(da Peace Reporter, 11 novembre 2011) – Afghanistan, continua la lista delle morti assurde. Ieri due donne, una madre vedova e sua figlia, sono state lapidate e poi finite con colpi d’arma da fuoco. L’efferato crimine è avvenuto nella provincia sud-orientale afghana di Ghazni, in un centro abitato a poche centinaia di metri dalla sede del governo e del commissariato di polizia locale. La vicenda è stata riferita da fonti anonimedella sicurezza di Ghazni City. Da quanto dichiarato le due donne sarebbero state prelevate dalla loro casa nel quartiere di Khawaja Hakim, condotte nel cortile, lapidate e infine uccise con degli spari d’arma. Le fonti assicurano che il delitto commesso è stato opera dei talebani. Le due vittime erano state accusate di “deviazione morale ed adulterio”. Già nell’ottobre scorso a Ghazni un’altra donna era stata uccisa perché accusata di aver assassinato la suocera, mentre nel 2010 a far scalpore fu il caso di Ajna, ragazza di 26 annilapidata per adulterio al ritorno del marito rimasto 5 anni in Iran. I casi si moltiplicano, mentre i ribelli negano le accuse come diffamazione verso i talebani. Un caso analogo avvenne l’anno precedente quando agli insorti di Al-Qaeda fu imputato l’omicio di una vedova incinta ammazzata a frustate. Mentre aumentano i casi di lapidazione, anche tra i soldati stranieri si registra un’altravittima. Un militare della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) è morto oggi nell’Afghanisyan meridionale. Secondo calcoli non uffciali sono 518 le vttime cadute in guerra dall’inizio dell’anno, mentre le perdite Isaf nell’arco dell’intero decennio di intervento sono 2.799.  (da Peace Reporter, 11 novembre 2011)

Souvenir d’Italie

Ancora prima delle lacrime a colare fu il cemento. (Pin)


Maltempo: procuratore Genova, colpa della cementificazione
Roma, 6 nov. (Adnkronos) – “Non bisogna piu’ inchinarsi al dio della speculazione. Non e’ possibile questo ripetersi delle alluvioni. Gli amministratori devono capire che si deve interrompere questo processo di impermeabilizzazione di Genova provocato dalla cementificazione”. Lo afferma in un’intervista a ‘la Repubblica’, il procuratore capo di Genova Vincenzo Scolastico che ieri, insieme il sostituto Stefano Puppo, ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo per i danni e le vittime dell’alluvione di Genova. “Siamo all’inizio – sottolinea – e l’accertamento delle eventuali responsabilita’ sara’ impegnativo. Pero’ si parte da alcuni punti gia’ definiti. Il torrente Fereggiano che ha ucciso le sei persone e’ uscito dall’argine perche’ non e’ riuscito a sfogarsi nel Bisagno, il fiume di cui e’ affluente. Il Bisagno era gia’ pieno e ha fatto da muro facendo rimbalzare il torrente minore”. Secondo il procuratore capo, “la prima cosa da fare e’ interrompere l’impermeabilizzazione delle colline. Fino agli anni ’70 una colata di cemento sotto forma di palazzi, oggi buchi continui per autosilos e garage sottorranei. Puoi costruirli anche perfetti, ed e’ tutto da vedere, ma il dato oggettivo e’ che prima c’era della terra che drenava e assorbiva e oggi c’e’ cemento che non ferma un bel niente”. (Adnkronos, 06 novembre 2011 ore 11.32)

Italpolitic. Blu-Ecologicast Mind

 

Crisi, il taglio del numero dei parlamentari è stato dimenticato in un cassetto.

(NanoPress) – Per combattere la crisi sia il governo che le opposizioni hanno annunciato più volte il taglio del numero dei parlamentari. Nelle intenzioni tutti d’accordo, ma all’atto pratico non sono stati fatti passi avanti. La dimostrazione è nel fatto che la Camera dei deputati ha richiesto per il 2014 gli stessi fondi utilizzati per il 2011. Questa richiesta può voler dire solo due cose, niente tagli oppure i parlamentari costeranno il doppio. (NanoPress, 25 ottobre 2011)

PIN-Symétrique

 

LA PALESTINA NELL’UNESCO, L’IRA USA “STOP AI FONDI”

(AGI) – Roma, 31 ott. – La Palestina entra a pieno diritto nell’Unescoed esplode l’ira degli Usa che annunciano il taglio immediato di fondi per 60 milioni di euro previsti entro novembre. La decisione dell’agenzia Onu e’ stata votata a maggioranza con 107 consensi e 14 voti contrari. L’Italia, insieme alla Gran Bretagna. si e’ astenuta. “L’Italia si e’ attivata per giungere a una posizione coesa e unita dell’Ue, in mancanza della quale abbiamo deciso di astenerci”, ha spiegato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari. L’evento, che ha un’importanza particolare per l’Anp che mette cosi’ a segno un primo successo nel processo di adesione alle Nazioni Unite, e’ stato accolto come “una vittoria della giustizia e della liberta’” dal presidente dell’Autorita’ palestinese, Abu Mazen, e come “un momento storico” dal ministro degli Esteri, Riyad al-Malki. Ma la Casa Bianca ha condannato la decisione dell’assemblea di Parigi, definendola “controproducente e prematura” poiche’ “mina gli obiettivi condivisi della comunita’ internazionale per una pace globale, giusta e durevole in Medio Oriente”.

Il taglio dei fondi Usa, che a oggi garantiva il 22% del bilanciodell’Unesco, e’ un vero e’ proprio choc per l’organizzazione. D’altro canto due leggi approvate negli anni ’90 dagli Stati Uniti vietano espressamente il finanziamento di qualsiasi organizzazione Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo. Tra le nazioni che hanno votato contro ci sono anche la Germania e il Canada mentre hanno votato si’ la Francia, la Cina e l’Indiainsieme alla quasi totalita’ dei paesi africani, arabi e latino-americani. Veemente la reazione israeliana, con l’ambasciatore Nimrod Barkan, che ha parlato di “tragedia“: l’Unesco, ha detto nel suo intervento all’Assemblea, dovrebbe interessarsi di scienza e non fantascienza”.
“Si tratta di una manovra unilaterale palestinese che, pur non portando alcun cambiamento sul terreno, allontana la possibilita’ di un accordo di pace”, ha aggiunto il ministero degli Esteri dello Stato ebraico in un comunicato, paventando la possibilita’ di interrompere la cooperazione con l’agenzia Onu.
L’Unesco e’ la prima agenzia Onu ad aver messo in agenda la questione dello status palestinese, dopo la richiesta avanzata da Abu Mazen, il 23 settembre, all’Onu. Di fronte al dilagare della crisi diplomatica intanto il segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon, ha sottolineato la necessita’ di “lavorare a soluzione pratiche per preservare le risorse finanziarie dell’Unesco”. Senza commentare il voto, Ban ha ribadito l'”urgenza” di una soluzione negoziata tra palestinesi e israeliani.  (AGI.it, 31 ottobre 2011)