Archivio mensile:ottobre 2011

Non c’era argine che tenesse

Punti all’ordine del giorno: 1) rispetto della natura e conservazione del territorio; 2) pulizia dei boschi; 3) manutenzione e cura preventiva degli argini; 4) contenimento del consumo del suolo; 5) mozione contro la logica della cementificazione; 6) smaltimento della politica dei condoni. (PIN)

Dietro il paesaggio

Andrea Zanzotto  (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011)

 “Leggeri ormai sono i sogni,

da tutti amato io sto nel mio paese,

mi sento goloso di zucchero;

al di là della piazza e della salvia rossa

si ripara la pioggia

si sciolgono i rumori

ed il ridevole cordoglio

per cui temesti con tanta fantasia

questo errore del giorno

e il suo nero d’innocuo serpente

Del mio ritorno scintillano i vetri

ed i pomi di casa mia,

le colline sono per prime

al traguardo madido dei cieli,

tutta l’acqua d’oro è nel secchio

tutta la sabbia nel cortile

e fanno rime con le colline

Di porta in porta si grida all’amore

nella dolce devastazione

e il sole limpido sta chino

su un’altra pagina del vento.

(da Dietro il paesaggio, “Nel mio paese”).

					

Piazza ciao

Una mattina mi son svegliato, o piazza ciao, piazza ciao, piazza ciao ciao ciao. (PIN)


INDIGNADOS: DEVASTATA PIAZZA S.GIOVANNI, IN FIAMME BLINDATO CARABINIERI
BLACK BLOC SCATENATI INFERNO A ROMA, OLTRE 70 FERITI

(AGI) – Roma, 15 ott. – Auto incendiate, vetrine sfondate, banche assaltate, uffici messi a ferro e fuoco e persino una chiesa profanata, fino all’apice in piazza San Giovanni, con un blindato dei carabinieri in fiamme e una tragedia sfiorata. A Roma la follia violenta dei black bloc ha scatenato una vera e propria giornata di guerra nelle vie della capitale. La manifestazione degli indignados partita colorata e pacifica da piazza della Repubblica alle tre di pomeriggio, in concomitanza con decine di manifestazioni analoghe nel mondo, e’ diventata presto un incubo: 70 feriti, 45 ricoverati, un ragazzo che ha perso due dita di una mano, un altro che rischia di perdere un occhio, e poi almeno 20 feriti tra le forze dell’ordine, strade divelte, bombe carta contro gli agenti.
Le prime avvisaglie a via Cavour: tre auto bruciate, il fumo nero che vola alto e lambisce i palazzi. Poche centinaia di teppisti, vestiti di nero e col volto coperto, iniziano la loro coordinata opera distruttrice. Aggrediscono due troupe di Sky, saccheggiano i negozi, incendiano gli uffici di un casermaggio di commissariato a via Labicana, occupano la Basilica di Massenzio, lanciano bombe carta e bottiglie contro le forze dell’ordine. Il corteo, centinaia di migliaia di manifestanti pacificamente “indignati”, si e’ trovato spiazzato, poi ha cercato di reagire contro la violenza degli uomini in nero, tentando di cacciarli dal serpentone e insultandoli.
Ma il disegno dei black bloc evidentemente e’ preordinato, e ha un obiettivo preciso: arrivare fino all’enorme catino di piazza San Giovanni per scatenare un grande corpo a corpo con poliziotti e carabinieri, chiamati a continue cariche, quasi sfidati, assediati, fino al momento piu’ drammatico. Una camionetta dell’Arma viene circondata, bastoni, sassi e spranghe contro i finestrini, infine qualcuno getta dentro una molotov e il mezzo prende fuoco. Solo dopo alcuni minuti di angoscia le tv mostrano le immagini dei due carabinieri che all’ultimo, con la forza della disperazione, si gettano fuori dal veicolo e scappano prima che diventi una gigantesca torcia.
Cinque lunghe ore di guerra nella centralissima piazza San Giovanni, la storica piazza della Sinistra diventata oggi una succursale di Beirut. Sono ore di incredibile violenza: lacrimogeni ovunque, barricate, petardi, la polizia che cerca di allontanare dalla piazza i black bloc anche con gli idranti. Infine, i teppisti si disperdono per le vie di Roma, per devastare ancora, prima a via Merulana poi a piazza Vittorio. (AGI News on mobile, 15 ottobre 2011)

PIN – Apasionados

Le maree nere non si contavano piu’. (PIN)

“Un solo hombre apasionado es capaz de cambiar la historia de la Humanidad.”  (Questa frase, di cui non conosco l’autore,  mi è piaciuta  e ho pensato di inserirla nel disegno.  Alla faccia dell’apatia dilagante).

 

Soldato blu

 

Nuova Zelanda: nave container incagliata, marea nera di 6 km. Timore disastro ambientale

(ANSA) – SYDNEY, 7 ottobre – Ha già causato una marea nera di oltre 6 km la nave container di 236 metri che si è arenata due giorni fa in una barriera corallina rinomata per la sua fauna marina, al largo del maggior porto di esportazione della Nuova Zelanda. Non è ancora noto da dove provenga la perdita, ma le autorità neozelandesi e gli ambientalisti si dichiarano molto preoccupati e temono un disastro ambientale.

La Rena, registrata in Liberia, del gruppo armatoriale greco Costamare Inc., è carica per tre quarti con 2.100 container e 1.700 tonnellate di carburante pesante ed era a 22 km dal porto di Tauranga nell’isola del nord. Nessuno è rimasto ferito fra i 25 membri di equipaggio ma si è aperta una falla nello scafo e la nave è inclinata di 12 gradi.

L’area della barriera corallina detta Astrolabe, ricoperta di anemoni di mare e spugne multicolori, ospita una ricca fauna di pesci oltre a pinguini blu, foche e procellarie. Almeno quattro uccelli marini sono stati trovati morti nelle vicinanze della nave, altri sono stati visti ricoperti di petrolio. Non è ancora chiaro quanto del carburante pesante nel carico a bordo si sia disperso in mare, ha detto il funzionario di Maritime New Zealand, Rob Service. “Non sembra vi siano falle nei serbatoi, ma i danni sono estesi ed è ancora difficile determinarli accuratamente e decidere come disincagliarla, un’operazione che comunque richiederà del tempo”. (ANSA)

Millenovecentodieci gocce

Il 9 ottobre di 48 anni fa si compiva l’immane tragedia del Vajont. Le vittime furono 1910, come il numero delle gocce di colore che in questa immagine compone la parola “Vajont”. (PIN)

Leymah. Ellen. Tawakkol.

Nobel per la Pace assegnato a due donne liberiane e a una yemenita. Premiate le liberiane Sirleaf e Gbowee e la yemenita Karman

Ansa.it 8 ottobre 2011                                                     

OSLO – Il premio Nobel 2011 e’ stato assegnato, ha detto il portavoce da Oslo, alla presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf, alla sua compatriota Leymah Gbowee e alla yemenita attivista per i diritti civili Tawakkul Karman.

Il premio rappresenta, secondo le intenzioni del comitato per il Nobel, un riconoscimento del rafforzamento del ruolo delle donne, in particolare nei paesi in via di sviluppo. La Sirleaf e’ la prima presidente donna di uno stato africano, la Gbowee e’ un’attivista pacifista, la Karman si occupa di diritti delle donne e democrazia nello Yemen, paese negli ultimi mesi in preda a gravi conflitti sociali e politici.

Il premio assegnato  “per la loro lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace”. Lo ha dichiarato il presidente del Comitato Nobel, Thorbjoern Jagland.

LE DONNE PREMIATE – Le premiate oggi a Oslo con il Nobel per la pace 2011, le liberiane Sirleaf e Gbowee e la yemenita Karman, sono l’ultimo gruppo di un drappello di 15 donne cui è andato il prestigioso riconoscimento. La Karman è inoltre la prima donna araba ad essere premiata. Eccone l’elenco: 2011: Ellen Johnson Sirleaf et Leymah Gbowee (Liberia), e Tawakkol Karman (Yemen) 2004: Wangari Maathaï (Kenya) 2003: Shirin Ebadi (Iran) 1997: Jody Williams (Usa) 1992: Rigoberta Menchu Tum (Guatemala) 1991: Aung San Suu Kyi (Birmania) 1982: Alva Myrdal (Svezia) 1979: Madre Teresa (Indoa) 1976: Mairead Corrigan et Betty Williams (Gran Bretagna) 1946: Emily Greene Balch (Usa) 1931: Jane Addams (Usa) 1905: Bertha von Suttner (Austria) –  Ansa.it 8 ottobre 2011

Anna di Cecenia

In memoria di Anna Politkovskaya (New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre).

Il 7 ottobre 2006 veniva assassinata a Mosca, nell’atrio della palazzina in cui viveva, la giornalista russa Anna Politkovskaja, nota per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e gli abusi compiuti dalle truppe federali. Vicino al suo corpo furono trovati dalla polizia una pistola e quattro bossoli. L’omicidio è rimasto a tutt’oggi impunito.

Le mie immagini su Anna Politkovskaja e Natalia Estemirova.

PUK – errori di sistema

Gli errori di sistema non si contavano piu’. (PIN)

Wikipedia? Quant’è bella Libertà che si fugge tuttavia … di Doriana Goracci su Reset Italia.