PIN-012

PIN 012-Lasciava in bocca un persistente retrogusto di Montedison

Milano: sequestrata area ex Montedison Redaelli. La falda acquifera sottostante sarebbe inquinata con alcune sostanze pericolose per l’ambiente e la salute

Ansa.it del 20 luglio, 13:20

MILANO – La Guardia di Finanza di Milano questa mattina ha eseguito il sequestro preventivo dell’area Montecity-Rogoredo di proprietà della Milano Santa Giulia SpA facente capo al gruppo Zunino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la falda acquifera sottostante l’area sarebbe inquinata con alcune sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene. Il sequestro è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai pm di Milano Laura Pedio e Gaetano Ruta su presunte irregolarità per la bonifica dell’area di Montecity Santa Giulia per la quale sono finiti indagati (e anche arrestati) l’imprenditore nel campo dei rifiuti Giuseppe Grossi, alcuni suoi collaboratori e Rosanna Gariboldi, moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli (che ha patteggiato come Grossi). I reati ipotizzati per questo filone d’inchiesta sono di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque. Le indagini, che sono state svolte anche con il contributo del Corpo Forestale dello Stato, dell’Arpa e della polizia locale di Milano, in base a diverse relazioni depositate in procura, hanno evidenziato l’inquinamento della falda acquifera sottostante l’area Santa Giulia, con superamenti dei limiti di legge di alcune sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene. Dagli accertamenti è emerso inoltre che su alcuni terreni dell’area sarebbero stati eseguiti scavi non autorizzati, nei quali sarebbero state ‘riportate’, senza alcun titolo, scorie di acciaieria che andavano trattate invece come rifiuti. L’area Santa Giulia ha un’estensione di circa un milione di metri quadrati, un valore di mercato stimato di circa un miliardo di euro e occupa gli spazi su cui sorgevano gli stabilimenti chimici della Montedison e dell’acciaieria Redaelli. Nel 2000 il gruppo guidato dall’immobiliarista Luigi Zunino propose, con un programma integrato di intervento, il riutilizzo del complesso urbanistico presente in quella zona, dando vita così al ‘progetto Montecity’ firmato anche dall’architetto Norman Foster. Progetto che prevede la realizzazione di un complesso di edilizia sociale e convenzionata con investimenti privati di circa 1,6 miliardi. In questo filone d’inchiesta gli investigatori hanno effettuato anche numerose perquisizioni e sequestrato documenti come certificati di analisi di laboratorio dei campioni delle acque e dei terreni svolte nel tempo e documenti relativi all’esecuzione delle opere di bonifica e smaltimento dei rifiuti.

INDAGATI ZUNINO, TEDESI E ALTRI – Ci sono anche l’immobiliarista Luigi Zunino, l’ingegnere Claudio Tedesi, titolare di una società specializzata nelle bonifiche e direttore dell’Asm di Pavia, Silvio Bernabé ex amministratore delegato di Milano Santa Giulia Spa e Davide Albertini Petrone, direttore generale di Risanamento, tra le persone indagate nel nuovo filone di inchiesta sulla vicenda Montecity e che oggi ha portato il Gip, Fabrizio D’Arcangelo a disporre il sequestro dei terreni su cui sorgeva la ex Montedison (non costruiti) e il cosiddetto parco Trapezio nella zona sui cui sorgeva la Redaelli. Le accuse a vario titolo sono discarica abusiva, smaltimento illecito di rifiuti e anche avvelenamento delle acque.

Tra gli altri indagati, accanto al nome dell’imprenditore Giuseppe Grossi, spuntano anche quelli di Ezio Streri, ex amministratore gruppo Santa Giulia, di Vincenzo Bianchi (ex ad Lucchini Artoni) e di Bruno Marini e Alessandro Viol della EdilBianchi, la società specializzata nelle attività di movimento terra. Secondo le indagini l’area del parco Trapezio, nei pressi del quale sorge una scuola, è costituita da terreni di cui non si conosce la provenienza e di rifiuti allo stato non identificati. L’Arpa, che ha fatto un lavoro definito “immenso” e dettagliato, ha scoperto nell’area una ‘falda sospesa’ (a soli 6/7 metri di profondità e ritenuta quindi superficiale) che nel corso della bonifica era stata monitorata solo una volta e poi ‘dimenticata’. Tale falda, dalle analisi effettuate, è risultata inquinata in modo grave. In base agli accertamenti anche la falda di secondo livello, che si trova a una profondità di 30 metri e alla quale attinge l’acquedotto, è risultata inquinata anche se non a livello così alto come quella ‘sospesa’. Tra le sostanze nocive rinvenute nelle acque ci sono solventi e il cloruro di vinile, il tricloro metano e il tricloro etilene.  (Ansa.it del 20 luglio)

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/07/20/visualizza_new.html_1873458123.html

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